Quadruplicata l’aspettativa di vita per i malati di tumore al cervello

Buone notizie arrivano dal fronte della ricerca con dei dati che confermano come sia quadruplicata l’asepttativa di vita per il glioblastoma, la piu’ aggressiva fra le neoplasie del sistema nervoso centrale, passando dal 10% con la sola radioterapia al 40% con i nuovi trattamenti combinati a due anni dalla diagnosi.

A sopravvive di più sono poi le donne, che sopravvivono per il 57% a due anni, contro il 35% dei maschi.

I dati emergono da uno studio condotto su 103 pazienti da Alba Brandes, direttore dell’Unita’ operativa complessa di Oncologia dell’ospedale Bellaria-Maggiore di Bologna, i cui risultati sono stati presentati  al IV Congresso mondiale sui tumori del cervello.

 La ricerca e’ di prossima pubblicazione sul ‘Journal of Clinical Oncology’.

Il glioblastoma e’ una patologia molto aggressiva: rappresenta il 12-15% di tutti i tumori del cervello e il 50-60% di quelli astrocitari, cioe’ di alcune cellule cerebrali, con un’incidenza di 175 mila casi e 125 mila morti nel mondo.

 Puo’ colpire anche persone giovani.

Brandes  ha spiegato che lo studio e’ stato condotto con la somministrazione di un chemioterapico orale, la temozolomide, in associazione alla radioterapia, e successivamente del solo farmaco in cicli mensili di terapia.

 Questo trattamento sequenziale e’ stato prolungato oltre i sei mesi canonici sino ad almeno 12 mesi o, nei casi in cui si sospettava che la malattia non fosse stata debellata, anche oltre.

Sono state inoltre valutate le caratteristiche genetiche dei tumori e in particolare il gene Mgmt, che permette di produrre una proteina capace di riparare i danni indotti dalla chemioterapia sulla cellula tumorale di glioblastoma.

L’assenza di questo gene ha quindi permesso di prevedere l’efficacia della temozolomide.

Per le donne sembra che questi risultati siano ancora piu’ incoraggianti.

Wanda Cherubini