Tra arte e follia, a Torino in mostra il Museum of Everything

 

Parliamo di artisti non convenzionali, che operano fuori da ogni canone e norma estetica convenzionale, fuori dallo stesso mondo dell’arte ma che l’arte la fanno perchè ne sentono un bisogno assoluto, totale, profondo. Artisti ossessivi ed anche un po’ visionari, mistici e medium, autodidatti ed anche minatori, artigiani o artisti con disabilità psichiche o fisiche che trascorrono la loro vita in modi o situazioni “al limite”. Parliamo insomma degli artisti della “outsider art” che trova uno dei suoi massimi esempi nel celebre “Museum Of Everything”, opera del designer, creativo e regista James Brett che, dopo l’esordio come esposizione a Londra nell’autunno del 2009 , ottenuto un grande successo di pubblico ed anche di critica, si appresta a rapire e conquistare anche l’Italia.

E tutto questo a Torino, precisamente negli spazi della Pinacoteca Agnelli che dal primo aprile al 29 agosto ospiterà più di 300  capolavori di questa collezione che è un pezzo unico nella mostra e che trae il suo nome dalla collezione, realizzata tramite l’aiuto ed il sostegno della Compagnia di San Paolo assieme alla curatela dello stesso Museum of Everything e dell’ex direttore del Maxxi di Roma, Paolo Colombo.

All’interno delle sale della Pinacoteca Agnelli sarà possibile osservare ed ammirare, per la prima volta in assoluto in Italia, alcune tra le opere più celebri ed importanti di questa collezione, ovvero lavori di artisti non convenzionali del XX secolo come dipinti, disegni, sculture, incisioni, oggetti, installazioni e libri come ad esempio quelli dell’artista sordo americano James Castle. Ad essere in mostra sono anche i lavori di Henry Darger, vissuto molti anni in un manicomio di Chicago e che delle sue avventure e traversie ha lasciato un segno in una specie di manoscritto di genere fantastico di oltre 15 mila pagine , pieno di avventure ed anche disegni, che si è tramutato in una sorta di opera cult. Darger è morto nel 1973 e ha dato ispirazione ad artisti contemporanei come ad esempio Paul Chan, lo stesso che in mostra racconterà quali pensieri possono suggerire i lavori di Darger.

Rossella Lalli