Umberto Eco: gli italiani seguono i piacioni

L’Italia non e’ una grande potenza, perché segue i piacioni. Ma un leader stupido è più pericoloso di uno cattivo“. L’impietoso giudizio sul nostro Paese è giunto ieri dallo scrittore e semiologo, Umberto Eco, ospite del programma “L’intervista” condotto da Maria Latella su Sky Tg24. E per completare il ritratto del capo politico in grado di conquistare le masse, lo studioso ha fornito ulteriori indicazioni: “Un po’ Alberto Sordi, un po’ Christian De Sica – ha spiegato Eco – gli italiani seguono il tipo che non paga le tasse ma lo fa con il sorriso e alla fine si conquista persino il pubblico”.

“Se non fosse così – ha continuato il semiologo – saremmo una grande potenza”. E ha rimarcato: “Sono molto piu’ pericolosi gli stupidi che i cattivi. Basta pensare a uno come Hitler: se avesse letto la storia di Napoleone non avrebbe attaccato la Russia”.

Ma per Eco la politica non è l’unica categoria in crisi. “Aldo Busi a L’Isola dei Famosi? – si è chiesto il noto scrittore – E’ la prova che in Italia non c’è più pensiero critico. Il Grande Fratello ha vinto su Adorno. Se in Italia gli intellettuali come Aldo Busi vanno a L’Isola dei Famosi, e non credo che Leonardo Sciascia lo avrebbe fatto, è la prova che non c’è più alcun interesse per il pensiero critico”.

Qualche speranza lo scrittore la rintraccia però nei giovani. “Quella che è scomparsa (per le nuove generazioni, ndr) oggi – ha ammesso – è la figura pubblica di riferimento, perché poi magari si scopre che va con i trans o fa qualcos’altro per screditarsi, ma resta la figura del maestro che non appare”. La convinzione dello studioso deriva dall’osservazione di determinate realtà. “Così succede – ha proseguito Eco ai microfoni di Maria Latella – che al Festival della filosofia o alle serate su Platone e sui classici partecipino migliaia di ragazzi. Perché mi pare ci sia un bisogno enorme di avere un rapporto diretto con qualcuno che abbia qualcosa da dire“.

“Guardate le librerie tipo le Feltrinelli – ha insistito il semiologo – sono piene di giovani che stanno lì per ore, approfittando del fatto che nessuno ti impedisce di leggere con comodo tutto quel che ti pare. Ma chi sono quei ragazzi? Da dove vengono? Cosa cercano in quelle librerie? Questo bisogna chiedersi” ha concluso Eco, invitando a non cedere alla tentazione di costringere i giovani entro gabbie precostituite.

Maria Saporito