Domus Aurea: il bilancio dei danni

La Domus Aurea, costruita per volontà di Nerone, non ha avuto vita facile. La sua costruzione fu ordinata dall’imperatore romano dopo un incendio che, nel 64 d.C., colpì duramente la città di Roma. Non si partiva sotto i migliori auspici. Dopo la morte del sovrano, il palazzo fu progressivamente depredato e “sommerso” da nuove costruzioni.


Questo lungo oblio fu interrotto dalla riapertura al pubblico nel 1999, dopo molti restauri. L’opera di ristrutturazione prosegue ancora anche nelle aree adiacenti, tanto che la volta della galleria crollata oggi era oggetto di lavori in corso.

Per fortuna non c’erano operai nel momento in cui si è verificato l’incidente, in una zona che comunque non era aperta al pubblico. L’altro aspetto positivo, per così dire, è che la Domus Aurea non è stata coinvolta dal crollo come ha confermato all’agenzia ADNKRONOS l’assessore alla Cultura del Comune di Roma Umberto Croppi.

Sempre Croppi ha dichiarato che si stanno effettuando dei controlli sull’area, già messa in sicurezza, per capire meglio la portata del fenomeno e che alcuni reperti saranno comunque recuperati. Le sue parole, però, suscitano una domanda. Cosa intende con precisione quando dichiara che l’ambiente era utilizzato come deposito di materiali del Comune di Roma?

Ciò è stato confermato da Giuseppe Proietti, soprintendente ai Beni Archeologici di Roma, alle prese con un dato di fatto e un problema. La volta non si potrà ricostruire e l’instabilità potrebbe interessare anche la Domus Aurea vera e propria, situata sotto i giardini di Colle Oppio.

L’area interessata dal crollo, avvenuto intorno alle 10.30, è di ben 120 metri quadri, tanto che il direttore tecnico della Domus Aurea, Antonello Vodret, ha affermato che quello di oggi è il peggior crollo registrato negli ultimi cinquant’anni. I vigili del fuoco stanno provvedendo alla rimozione dei detriti, in una seconda fase sarà effettuato il recupero dei reperti e il loro restauro.

La causa di questo episodio potrebbe essere uno smottamento causato dalle radici degli alberi vicini alla galleria. Ad ogni modo, a Roma come in tutta Italia si ripropone il problema della conservazione dei beni culturali, soprattutto di quelli più antichi o situati in zone a rischio.

 

L. Denaro