Home Cultura IN ESCLUSIVA il commento di Aldo Busi alle dichiarazioni di Umberto Eco

IN ESCLUSIVA il commento di Aldo Busi alle dichiarazioni di Umberto Eco

Ecco qui in esclusiva le parole di Aldo Busi (da lui lasciateci come commento ad un altro pezzo) riguardo a ciò che il critico e saggista Umberto Eco ha detto di lui in un’intervista a Sky Tg 24 di cui abbiamo già trattato in questo articolo:

“Mah, non so cosa dire quindi lo dirò: Eco si sentirebbe o sarebbe maestro di chi, oggi? Cosa sarebbe Eco senza la grancassa, in tutti i sensi, di Repubblica e l’Espresso da cui incassa pubblicità e pubblicistica da decenni? Mi risulta anche abbia una cattedra universitaria da qualche parte, il che significa che non deve ignorare come le cattedre vengano assegnate in Italia e perché. Eco fa parte di un clan, che lo protegge in cambio di protezione, dal che si deduce che Eco è un intellettuale organico, funzionale a qualcuno e a qualcosa: io no, semplicemente no, io non appartengo a niente e a nessuno, non devo favori a nessuno perché mai ne ho chiesti e ho respinto al mittente quelli che mi si voleva obbligare ad accettare. Eco non è uno Scrittore, io sì, io ho un’opera, Eco no: le bustine dell’autore Eco, di volume variante, non appena morto lui, verranno dimenticate il tempo di un coccodrillo e sostituite da bustine del tutto simili lievemente aggiornate. Io morto, i miei romanzi cominceranno appena a circolare (anche se fra una copia e l’altra mi avvicino ormai, bollini SIAE alla mano, ai quattro milioni di copie vendute). Eco, non essendo Scrittore, conosce e adopera e ascolta solo il suo linguaggio, io non so che farmene a lungo dei miei stessi birignao culturali e idioletto familiare, se non mi calo in linguaggi e prospettive e ambienti e, infine, neuroni sublinguistici a me apparentemente barbari e impropri non saprei cosa scrivere e neppure mi importerebbe farlo. Io ho uno stile da Scrittore, quindi non ho che uno stile irripetibile per ogni romanzo, Eco è sempre autoriale, professorale, indefessamente autoidentitario, echeggia se stesso di bustina in bustina, letta una, lette tutte. Io posso spiegare Adorno senza mai citarlo, lui nemmeno si proverebbe mai: come i cani che orinano, innanzitutto deve circoscrivere il suo territorio e le sue competenze, di fatto li impone. Lo provi a fare in un’osteria di Trastevere o dei Navigli, dove io non faccio altro! Andare all’Isola dei Famosi non gli farebbe male, non dico solo per una questione di peso fisico, ma di peso specificamente intellettuale (lasciamo stare estetico nel senso artistico, narrativo). Diciamo che il mio (bel) gesto di partecipare al reality fa piazza pulita di tanti vecchi tromboni, di fatto obsoleti e reazionari e bigotti quanto più di sinistra normativa essi siano, ai quali come massima rifusione del prestigio e della credibilità perduti daranno un Nobel della Letteratura, consolazione che, vedendo la lista degli insigniti del Novecento, di certo non costituisce una gran bella cosa da mostrare in giro. Eco (l’ho sentito con le mie orecchie) racconta barzellette e freddure alle quali, in modo ricattatorio, ride per primo, per invitare a fare lo stesso chi non capisse, chi arrivasse in ritardo, chi non ci trovasse niente da ridere. E mi ricorda qualcuno in modo inquietante, che però mi è infinitamente meno simpatico di Eco, al quale, al contrario di quell’altro, auguro lunga vita, almeno abbastanza per ravvedersi su chi è lui e chi sono io e tutti gli altri che Eco non sono né ci tengono a esserlo. Vive cordialità, Aldo Busi”

Rossella Mazzanti