Roma, Julio Sergio: “Voglio restare qui”

E’ stata finora uno dei maggiori protagonisti dello stupendo campionato disputato sin qui dalla Roma di Claudio Ranieri. Schierato in sordina da Spalletti nella seconda giornata del girone di andata (la gara persa con la Juventus) il suo campionato è stato in continua ascesa e molti punti conquistati dai giallorossi sono certamente merito suo. Parliamo ovviamente di Julio Sergio Bertagnoli, nato a Ribeirao Preta 32 anni fa.

L’estremo difensore giallorosso, attraverso un’intervista rilasciata al giornale sportivo brasiliano “Terra Esportes” ha parlato del suo contratto:“Sto aspettando di rinnovare il mio contratto e le cose sono a buon punto, voglio restare a lungo a Roma, per poi magari tornare in Brasile tra il 2013 e il 2014. Essere dove siamo è già un successo, ma vogliamo di più: ci sono ancora alcuni punti in palio e lotteremo per il titolo”.

Un pensiero anche sulla situazione del connazionale Doni relegato ormai nel ruolo di secondo portiere:“Sta bene, sia dal punto di vista fisico, sia da quello tecnico: quello del portiere è un ruolo di fiducia e ogni volta che ha giocato in nazionale ha fatto il suo. Il ct ha fiducia in lui e credo sia assurdo che non vada al Mondiale”. Altro punto cardine di questa Roma è certamente Juan:”Oggi e’ uno dei migliori difensori al mondo, quello che fa in campo e’ impressionante”.

Una considerazione ovviamente non poteva mancare sul felice periodo della Roma che, dopo la vittoria di sabato scorso contro l’Inter, si è portata a -1 dalla capolista:“Dove siamo oggi e’ gia’ una vittoria, ma vogliamo di piu’. Ci sono ancora alcuni punti in palio, vogliamo e dobbiamo competere per lo scudetto”.

Dal ruolo di “terzo portiere più bravo del mondo” (come lo definiva Spalletti) a titolare inamovibile:”Mi sono sempre impegnato molto da quando sono arrivato nella capitale ma ho avuto pochissime opportunita’, quasi nessuna. Adesso invece e’ diverso”.

Quando si ha costanza ed abnegazione il momento giusto arriva per tutti e Julio Sergio ne è la dimostrazione.

Simone Meloni