La Puglia risceglie Vendola

Il quadro consegnato dalle ultime elezioni regionali dimostra che la coalizione di centrosinistra non sta bene. A dispetto delle dichiarazioni “tampone” rilasciate fino alla tarda serata di ieri da dirigenti e leader del Pd, intenti a fotografare una situazione nazionale tendenzialmente confortante, il risultato decretato dalle urne ha ieri rivelato che il maggior partito d’opposizione non convince e fatica a guadagnare consensi popolari.

Tra le rare eccezioni “felici” va sicuramente segnalata la Puglia che ha ieri confermato la propria fiducia in Nichi Vendola che, con quasi il 50% dei voti, ha avuto la meglio sullo sfidante sostenuto dal Pdl, Rocco Palese, fermatosi al 42%. Una scelta dettata dalla straordinaria capacità del governatore pugliese di intercettare i bisogni della gente e di cementare un rapporto di reciproca fiducia in grado, apparentemente, di vincere le eterne distanze tra la politica e il popolo.

Poco prima delle 23 di ieri sera, Vendola era già in piazza Prefettura a Bari per partecipare alla grande festa organizzata per segnare la riconquista della Regione. “La Puglia – ha esordito – si è voluta bene, grazie a tutti. Ho dovuto fare per due volte in cinque anni le primarie e le secondarie, ma la vittoria – ha sottolineato – ha molti artefici”.

“In quest’ultimo anno – ha ricordato Vendola alla gente radunata nella piazza barese – c’è stato un incrocio di dolori nella mia vita pubblica e privata che sono rimbalzati tra loro. In questo anno ho deciso di congedarmi da tutta la mia adolescenza, ho deciso di evitare risentimenti, è stato un anno difficile ma il popolo di Puglia mi ha restituito tutto“.

Un discorso, quello pronunciato dal riconfermato governatore, che non ha ovviamnete trascurato gli argomenti meramente politici e con il quale Vendola ha inoltrato un chiaro messaggio all’indirizzo del premier Berlusconi. “Al presidente del Consiglio – ha tuonato dal palco – dico che con me si è comportato da bugiardo perché un anno fa ha promesso alla Puglia i tre miliardi e cento milioni di euro dei Fas che sono nostri e che non ci ha mai dato. Quando mi hai chiesto aiuto per i rifiuti della Campania – ha proseguito – io ho detto che la Puglia era pronta, anche sfidando i sindaci di centrodestra. Non ho detto sono fatti tuoi, perché sono una persona responsabile. Noi siamo stati educati al rispetto delle istituzioni”.

La terza candidata alla presidenza della Regione pugliese, la senatrice Adriana Poli Bortone, si è invece fermata all’8% delle preferenze. Un risultato pallido che l’animatrice di Io Sud, sostenuta dall’Udc di Casini, ha così commentato: “Vendola ringrazi Fitto per la seconda volta, visto che per la seconda volta è grazie a Fitto se conquista la presidenza della Regione”.

“La miopia politica di Fitto – ha rimarcato la senatrice – che ha imposto a Berlusconi il no a una alleanza vasta con Io Sud e Udc è l’unica causa reale di questa vittoria di Vendola: soltanto Fitto poteva riuscire nell’impresa di far rieleggere il governatore uscente, malgrado ciò che è successo in questi anni”.

Dal canto suo, il ministro Fitto, ha abbozzato una approssimativa difesa: “Prendo atto – ha detto – della sconfitta e del voto che ha premiato l’attuale governo regionale pugliese: è stata determinante la terza candidatura non solo per i numeri in assoluto ma anche per il voto disgiunto che c’è stato e che ha bisogno di un’analisi che sarà fatta nei prossimi giorni quando conosceremo bene i numeri”.

Rocco Palese – ha continuato Fitto – sarebbe stato un ottimo presidente della Regione: voglio ringraziarlo perché si è speso in questa campagna elettorale con grande generosità. Forse bisognava parlare più di programmi e meno di altre cose. Evidentemente la maggioranza relativa dei pugliesi, e non quella assoluta – ha sottolineato il ministro – ha espresso un voto di conferma a questa giunta regionale e di questo prendiamo atto”.

Il resto sta tutto nei festeggiamenti della piazza di Bari, dove il nome di Nichi Vendola viene scandito da una folla di giovani assiepati ai piedi del palco.  Una bottiglia di champagne trionfalmente stappata segna il suggello di uno dei pochi risultati positivi che il centrosinistra può vantare nel Paese.

Maria Saporito