Fratello di Lady D mette all’asta beni di famiglia

Per salvare la tenuta di famiglia di Althrop, il fratello di Lady D, il conte Earl Spencer, decide di vendere all’asta, insieme a preziosi di famiglia anche due opere rispettivamente di Guercino e Rubens, per un ammontare complessivo di 30 milioni di dollari.

Le due opere, pezzi forti del patrimonio messo all’asta da Christie’s, sono “Un comandante armato alla battaglia” di Rubens, del valore di 8 e 12 milioni di sterline, dipinto tra il 1613 ed il 1614 che secondo alcuni esperti ritrarrebbe l’Imperatore Carlo V.

Di Guercino invece, pittore sommo del XVII secolo, è all’asta l’opera “Il re David”, datata 1651 acquistata da un avo della famiglia Spencer nel 1768 e stimata tra i 5 e gli 8 milioni di sterline.

Probabilmente tutto il denaro ricavato da Spencer andrà a coprire una parte delle spese di ristrutturazione del castello, intraprese dal conte, in vista delle sue terze nozze.

Soprattutto grande interesse dovrebbe suscitare l’opera di Rubens, un tempo giudicato un dipinto della “scuola di Rubens”, successivamente riconosciuto come capolavoro del maestro.

Spiega Richard Knight, co-direttore internazionale da Christie’s che la somma opera del pittore fiammingo è una delle più importanti rimaste patrimonio di privati in Gran Bretagna.

L’asta avrà luogo, secondo il programma di Christie’s il 16 luglio a Londra, e come commentano gli amministratori della tenuta di Althorp, l’obbiettivo principale è quello di permettere alla residenza di “prosperare per le generazioni a venire”.

In pericolo dunque il patrimonio della famiglia Spencer, la tenuta dei conti ad Althorp vanta 500 anni di prosperità, ed ospita anche il famoso isolotto dove fu seppellita l’allora divorziata principessa Diana, morta nel 1997 a causa di un incidente a Parigi, nel quale perse la vita anche il suo compagno Dodi Al Fayed.

Il conte Earl Spencer aveva già predisposto, alla morte di Lady D, la trasformazione della tenuta per aprirvi un museo dedicato alla sorella scomparsa, questo attirò molte critiche, poiché si ipotizzò sul lucro della morte della principessa.

Giulia Di Trinca