Letteratura, correzioni e modifiche a “Finnegans Wake” di Joyce

Sono state apportate rivisitazioni oltre a diverse correzioni a “Finnegans Wake” dello scrittore James Joyce, al fine di rendere la sua lettura più scorrevole e facile:  grazie infatti al lavoro di trent’anni di due ricercatori di Dublino, Danis Rose e John O’Hanlon, uno dei libri più difficili e complessi della storia della letteratura mondiale è stato alla fine “decifrato” tramite la correzione apportata agli errori di ortografia, alle espressioni sgrammaticate e anche alle frasi con una sintassi troppo contorta e complicata.

E’ stata quindi presentata e completata  una nuova edizione dello scrittore, per il momento solo al pubblico di studiosi e bibliofili, con qualcosa come 9000 correzioni unitamente all’obiettivo di fornire una lettura più fluida e scorrevole  della versione originale del testo, famoso per la sua complessità.

Finnegans Wake è l’ultimo romanzo  scritto da Joyce e pubblicato a Londra il giorno 4 maggio del 1939, dopo quella che fu una lunga e difficile stesura iniziata nel 1923. Il libro è stato a lungo reputato uno dei testi più difficili e criptici della letteratura mondiale, anche per il suo linguaggio fortemente polisemico e a tratti onirico, quasi addirittura  illeggibile ed intraducibile. I due ricercatori, Danis Rose e John O’Hanlon hanno quindi creato una versione più facile del testo, mettendo in evidenza come anche le modifiche apparentemente minori, se prese in considerazione isolatamente, sono determinanti in quanto permettono una lettura più fluida e scorrevole dell’opera.

La composizione dell’opera che è un poema eroicomico in prosa prese allo scrittore diversi anni durante i quali Joyce, nella corrispondenza con gli amici, indicava la sua opera con un quadratino che simboleggiava le quattro parti in cui sarebbe stata divisa l’opera ed anche con l’espressione “Work in progress“. Solo qualche tempo prima che venisse pubblicato fu reso noto il titolo ufficiale e definitivo, “Finnegans Wake”, concepito come una specie di “storia universale”, la suprema sintesi del creato e tratto dall’omonima ballata popolare tradizionale irlandese diffusa intorno al 1850.

Rossella Lalli