Mafia: approvata la legge per l’agenzia dei beni confiscati

E’ importante il voto unanime del Parlamento. Le forze politiche sono unite (nella lotta alla mafia) in uno sforzo che i cittadini apprezzeranno”. Queste le prime parole dei Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a commento dell’approvazione (anche) in Senato della legge che istituisce l’agenzia dei beni confiscati alla Mafia.

I partiti d’opposizione, rispetto a questa legge, hanno ritirato tutti gli emendamenti presentati inizialmente. L’Agenzia, sulla quale Maroni dovrà riferire in parlamento ( e ha già espresso la volontà di farlo al più presto) riguardo al suo  reale funzionamento e ad eventuali migliorie da apportare per assicurarne la migliore efficacia, avrà il compito di dare una direzione unica agli sforzi fatti e quelli ancora da fare (soprattutto) nella lotta alla malavita organizzata e nella confisca dei beni di qualsiasi genere alla stessa.

Il provvedimento si colloca all’interno del panorama di strenua lotta alla mafia che l’attuale Governo sta operando da quando è in carica.  Secondo le stesse fonti governative infatti, i colpi inflitti alla malavita dal 2008 ad adesso sarebbero stati molti e molto duri; questo sarebbe avvenuto, sia a livello di arresti di esponenti di spicco delle varie “aziende malavitose” sia a livello di sequestro di beni in denaro, in immobili e  di altra natura.

Il Governo è stato molto attivo anche nel pubblicizzare tramite soprattutto tv la “campagna”  intrapresa contro la malavita organizzata. L’Agenzia per i beni confiscati è quindi solamente l’ultimo, in ordine di tempo, dei tasselli, che va ad incastrarsi in una situazione di scontro diretto stato-mafia. Il voto del Senato, converte in legge definitiva ciò che fino ad oggi era un decreto a scadenza.

Ora non resta che attendere le ulteriori spiegazioni del Ministro Maroni  sul reale funzionamento dell’Agenzia, spiegazioni che non dovrebbero tardare, visto anche il segnale “fortissimo” uscito dal Parlamento rispetto a questa legge, cosa che farebbe presumere poco disaccordo su eventuali modifiche da fare in corsa al provvedimento.

A.S.