Mancata informazione a favore dei consumatori, Telecom multata

Telecom Italia S.p.A. dovrà pagare una multa pari a 115 mila euro per mancati strumenti di informazione nei confronti degli utenti. La decisione è stata presa dall’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato). Ciò che è stato contestato all’azienda di telecomunicazioni, che offre in Italia e all’estero servizi di telefonia fissa, telefonia cellulare, telefonia pubblica, telefonia IP, Internet e televisione via cavo (in tecnologia IPTV), è, dunque, “la mancata previsione di adeguati sistemi di informazione e di controllo a favore dei consumatori”.

Tale strategia non regolamentare è stata adottata da Telecom in riferimento all’offerta ‘Tutto Compreso 30, “nella quale – riferisce una nota – è prevista una tariffa di importo contenuto per la navigazione wap a mezzo cellulare, effettuata entro specifiche soglie di traffico dati in un arco temporale determinato, oltre il quale, però, le tariffe applicate risultano estremamente onerose”. Il tutto ha dato vita a delle bollette con importi piuttosto elevati, generati in maniera non consapevole nell’utilizzo dei servizi wap. Dopo aver raccolto le diverse segnalazioni al riguardo, l’Autorità ha, quindi, proceduto alle dovute verifiche giungendo alla definitiva condanna.

La sanzione amministrativa pecuniaria, che porta la firma del presidente Antonio Catricalà, parla di “pratica commerciale scorretta” ed è motivata da cinque punti fondamentali:

l’impossibilità per i consumatori di controllare in tempo reale l’eventuale superamento della soglia e le conseguenze economiche di particolare entità derivanti dalla navigazione wap over bundle;

l’assenza di indicazioni in merito ai costi del traffico effettuato over bundle, inoltre, la mancata predisposizione di sistemi di allerta per i clienti circa l’esaurimento del bundle o il suo approssimarsi;

l’assenza di adeguate procedure di verifica sulle fatture particolarmente elevate addebitate ai clienti, attraverso una più attenta analisi dei dati riguardanti il traffico normale;

in alcuni casi, la minaccia di esecuzione coattiva nell’eventualità di un mancato versamento delle somme contestate;

la mancata predisposizione, a beneficio dei consumatori, di accorgimenti tali da consentire loro di monitorare l’eventuale superamento della soglia prestabilita e di verificare in maniera analitica il traffico dati extrasoglia in tempo reale.

Mauro Sedda