Marchionne fiducioso sulla Chrysler

Mentre in Italia si discute del futuro degli stabilimenti Fiat in un clima a tratti sopra le righe, l’amministratore delegato dell’azienda torinese Sergio Marchionne ha parlato a New York. Marchionne ha esordito evidenziando le differenze tra la situazione americana, in ripresa, e quella europea, che vedrà il punto più difficile tra quest’ anno e il 2011 prima della risalita. Ma sulla situazione italiana evidenzia che “è il ruolo del governo, io faccio il metalmeccanico”.

Attenzione particolare poi per la Chrysler, di cui vengono evidenziati i conti in attivo. Una risorsa importante per l’amministratore delegato Fiat, che si è dichiarato più ottimista rispetto ai mesi scorsi. Alcuni momenti di tensione tuttavia all’esterno, con una contestazione guidata da Christina Catalano, figlia di una donna morta in incidente stradale a bordo di una Chrysler e che accusa di negligenza la casa americana. Presenti anche sei contestatori provocatoriamente vestiti da manichini per i crash test che sono riusciti ad entrare e a interrompere Marchionne per qualche istante.    

Nel frattempo si sono riuniti governo e sindacati proprio in relazione alla situazione dello stabilimento Fiat di Pomegliano D’Arco. A parlare al termine è stato il Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, che ha evidenziato con soddisfazione l’accordo raggiunto e ha spiegato alcuni termini della questione. Via quindi al progetto che riporta in Italia la Panda e che renderà lo stabilimento il secondo in Italia e che permetterà una crescita della produzione di auto di 300 mila unità, con conseguenti benefici sul dato occupazionale. L’investimento sarà nell’ordine dei 700 milioni, con la disponibilità da parte dei sindacati ad accettare condizioni di flessibilità e del Governo a sostenere il piano industriale con il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Alberto Martinelli