McDonald’s prepara l'”invasione” della Cina

I fratelli McDonald ne sarebbero fieri. Con l’intraprendenza dei primi pionieri che avanzavano nel West, oggi  McDonald’s va all'”assalto” del mercato cinese.

Per Tim Fenton, presidente della compagnia per l’area che va dal Pacifico, passando per l’Asia fino ad arrivare all’Africa e al Medio Oriente, la mossa è quasi obbligata.

Sempre più persone mangiano fuori in Cina, il mercato che si sta sviluppando più velocemente in tutto il mondo: al ritmo del 10% annuo contro poco meno del 3% degli Stati Uniti per fare un confronto.

Un’ambiziosa tabella di marcia è stata programmata: nuovi punti vendita in modo da raggiungere quota 1.300 entro il 2011 e ben 2.000 negozi con l’insegna McDonald’s entro il 2013.

I dati dell’inizio dell’anno sono andati oltre le aspettative, rafforzando il progetto di espansione nella Repubblica Popolare Cinese messo in cantiere del colosso del fast food americano. Ma non finisce qui.

Una cinquantina di McCafes saranno inaugurati quest’anno, rafforzando in modo consistente la presenza in quest’area della ristorazione della società nata nell’Illinois che in Cina vuole sfidare anche Starbucks.

Ma nel settore del fast food vero e proprio McDonald ha avversari di tutto rispetto, dal più noto KFC (Kentucky Fried Chicken) alla giapponese Ajisen, con la sua catena di ristoranti specializzati in noodles.

Il segreto del successo secondo Fenton? Lo sviluppo della classe media che in Cina può permettersi di mangiar fuori molto più spesso che nel passato e il rispetto delle leggi locali da parte di McDonald’s. Le dure condanne del processo Rio Tinto e le preoccupazioni di molti investitori non sembrano quindi sfiorare Tim Fenton.

La strategia di McDonald’s in Cina è stata completata dall’inaugurazione di un’università a Shanghai. L’obiettivo non è quello di creare dei perfetti addetti alla preparazione di hamburger e patatine fritte, bensì di formare i propri impiegati e i futuri dirigenti, così almeno afferma il general manager Edward Jones.

Gli studenti saranno accolti all’entrata dell’ateneo dall’icona dell’azienda americana: il personaggio di Ronald McDonald con i suoi abiti da clown.

Parafrasando un famoso detto, una statua “is worth a thousand words”

Laura Denaro