Michael Jackson: prima di morire il cuore aveva ripreso a battere

Continua a non esserci pace per il Re del Pop, Michael Jackson. Nel corso dei passati mesi fino ad oggi, si sono susseguite a catena accuse, false testimonianze, presunte visioni, video che proverebbero il fatto che il cantante sia ancora in vita e via discorrendo. Ogni giorno, si aggiunge un tassello ad un puzzle che è stato trasformato in un imbarazzante quadro colmo di misteri irrisolti e cose non dette, senza mai curarsi del fatto che, alle volte, un po’ di giusto e religioso silenzio non guasta mai.

Ed allora, ecco che ancora oggi continuano a piovere previsioni insensate incastrate in una fitta rete di se e di ma. Jacko, dunque, sarebbe ancora vivo se…; per Jacko sarebbe potuta andare diversamente, ma…. E su questa falsariga, si susseguono anche le accuse nei confronti del medico del cantante scomparso, Conrad Murray, reo di non aver praticato nel tempo necessario un messaggio cardiaco al suo paziente agonizzante. Altre accuse si sommano a spese del medico in questione, il quale avrebbe nascosto alcuni farmaci presenti nella stanza di Michael, lasciando così sempre più spazio alla tesi dell’omicidio.

Ad avanzare ipotesi e nuovi elementi relativi al caso mediatico sul quale ancora oggi si dibatte con fervore, sembrano essere stati l’Associated Press e il New York Times.

Il gossip, dunque, continua, e l’accusato numero uno resta il medico Conrad Murray, incriminato di essere intervenuto fin troppo tardi. Il cuore del grande artista, infatti, secondo quanto contenuto nelle sue cartelle mediche, non si sarebbe fermato durante la corsa in ospedale, ma proprio qui avrebbe tentato di rimettersi in moto. Ed è con questi nuovi elementi tra le mani, che il legale di Joe Jackson, padre del cantante, Brian Oxman, avrebbe deciso di avviare le pratiche relative ad una causa legale contro il medico in questione, accusato dal padre del cantante di negligenza medica, ovvero di aver ritardato a chiamare un’ambulanza in tempi brevi: “La questione di fondo è che se i medici fossero arrivati prima a soccorrere Michael, probabilmente lui sarebbe riuscito a sopravvivere”.

Di convesso, il medico sotto accusa avrebbe dichiarato che il cantante sarebbe “morto da tempo, da 20 a 40 minuti”, prima dell’arrivo dell’ambulanza nella sua abitazione. Un testimone, è invece pronto a provare che Murray avrebbe aspettato di proposito prima di chiamare i soccorsi, affinchè potesse far sparire alcuni medicinali.

La verità sul caso, tarderà di sicuro ancora per molto a venire a galla, ammesso che mai avverrà. Intanto, il prossimo 5 aprile si terrà il processo al medico, e i numerosissimi fans di Jacko si stanno già organizzando al fine di dare maggiore risonanza all’evento, sperando di poter finalmente far trovare la giusta pace al grande artista scomparso.

Emanuela Longo