Regionali Piemonte: è davvero colpa di Grillo se la sinistra ha perso?

Una delle teorie più accreditate di queste ore, alla luce dello straordinario risultato del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo in Piemonte ( ed anche in Emilia, ancor più clamoroso forse) è quella che vede il comico genovese “colpevole” della sconfitta di misura ( una misura veramente piccola) di Mercedes Bresso, candidata del centro-sinistra ed il conseguente trionfo di Roberto Cota, leghista e candidato con la lista PdL “Roberto Cota presidente“. Grillo sarebbe “reo” del fatto di aver sottratto quella manciata di voti necessaria alla lista Uniti per Bresso per vincere le elezioni e di aver fattovedere invece le stelle a questa stessa lista, perlomeno le sue 5.

Stamattina Piero Fassino (PD) ospite della lunga diretta mattiniera di Radio 24 ha spiegato che sarebbe bastato il 10% dei voti andati al Movimento 5 stelle per permettere alla Bresso di battere il suo rivale politico. Il discorso di Fassino era basato sulla convinzione, per niente fuori luogo che, chi vota Grillo, o meglio non lui, ma chi il comico ha supportato nella sua lista civica, è tendenzialmente ( per usare un eufemismo) contro Berlusconi; seguendo questo ragionamento se “i grillini” non fossero esistiti quei circa 70.000 voti andati a Davide Bono (5 stelle) si sarebbero uniti al milione 33 mila e spiccioli avuti dalla candidata del centro-sinistra.

In realtà Fassino si è limitato a dire che ( sempre vista la tendenza anti-berlusconiana dei grillini)  probabilmente, la percentuale dei voti in più per Mercedes Bresso sarebbe stata maggiore rispetto al 10%  necessario per vincere.

Come detto, il discorso del “piddino” non è sicuramente fuori dal mondo. Ci sono però alcune osservazioni da fare; già durante la stessa trasmissione, ma non solo lì,  alcuni  hanno contestato la teoria di Fassino,ognuno a suo modo. C’è chi ha sostenuto che “con i se e con i ma si può dire di tutto”, come a dire, che si, potrebbe essere vero, ma anche no. C’è invece chi ha sostenuto di essere un elettore di centro-destra, ma di aver votato grillo, distruggendo così la base stessa della teoria in questione. Sono casi ovviamente e vanno presi come tali.

E’ indubbio che è molto maggiore la probabilità che chi ha votato il movimento a 5 stelle, se questo non ci fosse stato, avrebbe preferito la Bresso piuttosto che  Cota. Ma, in tutto questo, non è stata considerata la variabile astensionismo. Già altissimo di suo, senza la lista civica fondata da Grillo, forse, sarebbe stato ancora più alto.

Infatti, la possibilità per la quale i supporter del comico, non avendo nessuno da supportare (appunto) si sarebbero astenuti dal votare, non è poi così bassa. Inoltre è possibile ipotizzare che se un 10% sarebbe dovuto andare alla lista di centro-sinistra, una quantità paritaria di elettori , avrebbe potuto preferire il centro-destra, vista la bassa percentuale di cui si sta parlando. Infine, parte dei voti, avrebbe potuto disperdersi in altre liste “minori”.

A questo punto potrebbero nascere calcoli statistici e matematici potenzialmente infiniti che probabilmente porterebbero a ben poche certezze. I fatti sono che, in Piemonte, un po’ a sorpresa ha vinto il centro-destra e che non è detto che la sconfitta  inflitta a PD e “soci”, pur avvenuta per una manciata di voti, sia per forza da attribuire all’exploit della lista di Beppe Grillo, che sovente, non manca di criticare, anche quella sinistra alla quale dicono abbia tolto i voti.

A.S.