Robot per micro operazioni al Civile di Brescia

Un preziosissimo robot del valore di due milioni di euro, comincerà ad operare all’Ospedale Civile di Brescia.

L’impiego del robot sarà quello di intervenire lì dove l’essere umano non è in grado di farlo. Attraverso una consolle che permette una visuale ad altissima risoluzione ed in tre dimensioni, il chirurgo potrà guidare la macchina nell’intervento, che per questo si rivelerà meno invasivo.

Utilizzando il metodo robotico, che scavalca la già rivoluzionaria laparoscopia, la scorsa settimana si sono già effettuate tre prostatectomie radicali, e le cicatrici ed il post operatorio, già estremamente ridimensionati con la laparoscopia, raggiungono un ulteriore miglioramento, in fatto di tempi.

“Con questa strumentazione abbiamo un’ampissima capacità di movimento che nè gli strumenti laparoscopici, nè le articolazioni della mano permettono“, spiega Stefano Giulini, direttore del dipartimento di chirurgia del Civile.

Quale nome poteva scegliersi per questa macchina, se non quello del sommo artista toscano Leonardo? Il robot infatti si chiama “Da Vinci”, in onore del genio che riuscì ad ottenere in qualunque campo d’indagine, compreso quello tecnologico, risultati eccellenti.

Gli esiti della nuova macchina robotica sono già riscontrabili: tempi di ricovero ridotti, disturbi post operatori e rischi di infezione al minimo, cicatrici ridotte, non ultimo la possibilità di evitare trasfusioni durante l’operazione.

Chiaramente esiste l’altra faccia della medaglia. Bisogna infatti porre a sfavore l’elevato costo dell’intervento (3.000 euro di costi all’azienda ospedaliera ogni operazione robotica), e soprattutto il fatto che il braccio terminale della macchina è monouso, due limiti non indifferenti, che permettono l’utilizzo della macchina solo per gli interventi che garantiscono ottimi risultati.

Inoltre non avendo percezione sensibile, la macchina risulta limitata per quanto riguarda le suture, che a volte non vengono tese al punto giusto.

Ma pur tenendo conto di queste note sfavorevoli, i medici del Civile di Brescia, rappresentati da Cornelio Coppini, direttore generale dell’azienda ospedaliera, commentano: “Siamo convinti che l’introduzione dell’alta tecnologia sia una condizione sine qua non per l’eccellenza che deve essere ricondotta all’interno del nostro presidio”.

Giulia Di Trinca