Soffrire di bipolarismo è glamour: boom di “malati mentali” in Gran Bretagna

E' una nuova moda essere affetti da bipolarismo

Si allunga la lista dei vip che confessano di soffrire di disordine bipolare, una seria patologia mentale in cui stati di euforia si alternano ad altri di profonda depressione. Ma le parole di attori come Stephen Fry, Carrie Fisher e Mel Gibson, e cantanti come Robbie Williams – che sicuramente hanno contribuito a far conoscere un problema di salute mentale ancora poco noto al grande pubblico – hanno avuto un inatteso effetto collaterale. Secondo alcuni psichiatri, infatti, queste confessioni hanno regalato una patina di glamour e creatività alla patologia, che diventa quasi oggetto del desiderio.

Secondo uno studio, intitolato “I Wan To Be Bipolar, A New Phenomenon“, alcuni psichiatri notano che i medici specialisti stanno assistendo a ondate di aspiranti bipolari. Almeno in Gran Bretagna i medici di famiglia e gli psichiatri sarebbero bombardati da persone, perfettamente sane, che chiedono di farsi controllare, con in mente già ben chiara la diagnosi: pensano infatti di soffrire di disordine bipolare, di avere insomma dei problemi mentali. A lanciare l’allarme sono due psichiatri del servizio sanitario britannico, Diana Chan e Lester Sireling, che lavorano in un centro di salute mentale territoriale.

Secondo l’analisi dei due specialisti, ormai si confondono normali ondeggiamenti dell’umore – legati agli alti e bassi della vita – con questa condizione medica, e molti pensano di essere bipolari. In realtà – ricordano gli specialisti – “il disordine bipolare è un problema serio, che spinge i pazienti in stati prolungati e violenti di euforia o depressione, alterando le loro vite. Nei momenti positivi, i pazienti si sentono euforici, hanno pensieri grandiosi, sono inclini a spendere incredibili somme di denaro, a parlare “a macchinetta” e a passare intere giornate senza mangiare, o dormire. Possono vedere anche cose inesistenti, e sentire “le voci”. Le depressioni che seguono sono estremamente profonde, e lasciano le vittime in uno stato di prostrazione che le rende abuliche e apatiche.

Insomma, questa nuova moda delle auto-diagnosi non solo è ben lontana dalla realtà, ma può portare centinaia di persone ad assumere medicinali inutili e per questo pericolosi, scrivono gli psichiatri sulla rivista del Royal College of Psychiatrists.

Adriana Ruggeri