Venezia amara per Brunetta: perde il Comune e attacca la Lega

“Solo un generoso come me poteva affrontare questa campagna”. E’ malinconico, il ministro Brunetta, appena appresa la notizia della pesante sconfitta elettorale. Ma rifiuta ogni addebito di stanchezza o flessione: “È stata una campagna elettorale entusiasmante. Ho fatto un po’ fatica ma ne è valsa la pena. Era quasi una missione impossibile”.

Venezia, la sua città, gli ha impartito la seconda pesante sconfitta dopo quella del 2000: quando il conteggio delle schede è ormai arrivato a meno di una cinquantina di sezioni, il ministro della Funzione Pubblica ha telefonato il candidato sindaco del centrosinistra, Giorgio Orsoni, per complimentarsi con lui della vittoria inaspettata.  I veneziani hanno così riconosciuto come buono il lavoro della giunta Cacciari, confermando al centrosinistra la guida del comune con una percentuale del 51,13%, contro il 42,6% del candidato del Pdl. Niente da fare, invece, per gli altri sette candidati, fatta eccezione per Gavagnin della Lista Grillo, sopra il 3%.

Orsoni, uscito vincitore dalle primarie, è un avvocato sessantatreenne, professore di Diritto Amministrativo dell’Università Ca’Foscari, Primo Procuratore della cattedrale di San Marco e ex assessore al Patrimonio dal 2001 al 2005. Un cattolico moderato, senza tessere di partito, che ha riconosciuto all’uscente Cacciari – secondo “Il Gazzettino” – l’onore di una buona amministrazione, incrinata però da alcuni errori in settori chiave – quale quello della Sanità. E che ha provocato il rammarico e la reazione del Ministro: “Sono mancati i voti dei leghisti – ha dichiarato Brunetta, senza malcelare l’amarezza – ma adesso torno a fare il mio lavoro. Negli elettori della Lega è prevalsa una sorta di miopia. Non hanno tenuto conto della possibilità di realizzare la filiera Pdl-Lega tra governo nazionale, Regione, Provincia e Comune di Venezia”.

Corrono pesantemente a sostegno del Ministro il parlamentare Fabio Gava (Pdl) e l’ex sindaco di Padova Giustina Destro (Pdl): il dubbio dei due si muove attorno all’asse che lega il partito di Silvio Berlusconi a quello del ministro Bossi. “Mi piacerebbe sentire come se lo spiegano il caso del comune di Venezia gli amici della Lega, così straboccanti di felicità per le ‘loro’ vittorie che tutte loro non sono, ma altrettanto pronti a scomparire quando si tratta di eleggere un candidato non loro” sostiene l’ex sindaco Destro, prima di muovere un’accusa che accomuna molta parte del Pdl nelle ultime ore: “Presidente Berlusconi: ma sei proprio sicuro che la Lega sia un alleato affidabile?”

Vincenzo Marino