Camerun: essere gay è un reato. Fino a 5 anni per gli omosessuali definiti “sotto-uomini”

CAMERUN – In molti stati africani l’omosessualità non è ben vista e i gay sono spesso perseguitati in maniera molto violenta. Uno degli esempi più lampanti a riguardo è il Camerun. La nazione centro africana giudica l’omosessualità un vero e proprio reato: l’articolo 347 della costituzione condanna pesantemente le persone che commento atti sessuali disdicevoli con esemplari dello stesso sesso. Pene che vanno dai 6 mesi ai 5 anni di carcere senza possibilità di appello. Con la negazione di ogni diritto umano.

L’ambiente truce della galera è reso più insopportabile per i gay, oltraggiati derisi e picchiati senza pietà. Spesso la detenzione è un periodo caratterizzato da continui e umilianti abusi che non vengono denunciati né resi pubblici in un panorama omertoso che grida vergogna e vendetta. Un testimone parla di questo trattamento con queste parole: “Appena entrati vengono interrogati sulla loro sessualità. Li dividono in base al loro orientamento e sono considerati delle sottospecie di uomini, senza alcuna dignità. Vengono drogati e picchiati per poi essere violentati dagli altri detenuti. Spesso escono dal carcere infettati dall‘HIV

Migliaia di persone vengono arrestate senza alcuna vera colpa. Basta una spia, una voce, una testimonianza anche indiretta che sospetti una presunta natura “omosessuale” per essere condotti in cella senza un processo immediato. Una situazione scabrosa che le associazioni di difesa denunciano e che passa sempre inascoltata a livello internazionale. Nessuna parola è stata spesa neanche dalla chiesa locale che si oppone spesso contro il regime che governa il Camerun ma non in questo caso.

Un grande scandalo era già scoppiato quando la nazionale calcistica si era presentata per giocare i mondiali del 2004 con un completo molto aderente. Focolai di protesta governativa erano nati per contestare la scelta del marchio PUMA che rappresentava lo sponsor tecnico della squadra. I giocatori avevano preso le distanze dalla posizione omofoba che contraddistingue i vertici del potere africano. Una denuncia che va diffusa e portata davanti ai tribunali internazionali per far cessare questo scempio

Alessandro Frau