Cina-USA: scambi di “cortesie” su START, Tibet, Taiwan

Dalla Cina con…cortesia! Le ultime dichiarazioni di Barack Obama su Tibet e Taiwan sono rieccheggiate positivamente nella Repubblica Popolare Cinese.

Qin Gang (foto Xinhua)

Qin Gang, portavoce del ministero degli Esteri, ha espresso la soddisfazione cinese per l’esito positivo dei negoziati tra Stati Uniti e Russia per il rinnovo dello START (Strategic Arms Reduction Treaty).

In attesa della ufficializzazione del trattato, che il presidente americano Obama e il suo omologo russo Dmitri Medvedev dovrebbero firmare l’8 aprile a Praga, Pechino giudica positivamente il testo che porterebbe a un taglio sostanziale degli arsenali nucleari dei due Paesi.

Secondo Qin Gang, questo accordo spianerebbe la strada verso un ambizioso obiettivo finale: quello di un disarmo nucleare completo.

Chiaramente questa è una meta raggiungibile solo sul lungo periodo, tuttavia Qin ha sostenuto che la Cina segue da sempre questa linea, supportando il progetto di una totale distruzione delle armi nucleari.

Dichiarare che la Cina desidera collaborare con la comunità internazionale per raggiungere il disarmo nucleare e dare pace e stabilità al mondo intero è un impegno lodevole, tuttavia la Cina è anch’essa una potenza nucleare di alto livello quindi i temi presi in considerazione per la stesura dello START 2 non riguardano solo Mosca e Washington.

Sempre Qin Gang ha espresso la soddisfazione del governo cinese per le osservazioni fatte dal presidente Obama in materia di rapporti tra USA e Cina. Il riferimento riguarda sia l’impegno generale a migliorare le relazioni con Pechino, sia in particolare a dichiarazioni più “distese” su Tibet e Taiwan.

Ciò nonostante, le autorità cinesi sembrano aspettare parole più chiare e soprattutto la prova dei fatti. La vendita di armi a Taiwan e l’incontro tra il Dalai Lama e Obama sono ricordi freschi per la diplomazia cinese.

La Cina conferma la fondamentale importanza di un costante sviluppo dei legami fra i due Paesi in nome dell’interesse comune e della stabilità internazionale, ma gli eventi accaduti all’inizio del 2010 pesano più delle parole di apertura degli Stati Uniti.

L. Denaro