Colombia, le FARC liberano il sergente Moncayo dopo 12 anni di prigionia

Dopo dodici anni di prigionia nella giungla colombiana, il sergente Pablo Emilio Moncayo è stato liberato dalle FARC e consegnato a una missione umanitaria guidadata dalla senatrice Piedad Cordoba.
Catturato quando aveva solo 19 anni, Moncayo ha potuto riabbracciare nell’aeroporto della città colombiana di Florencia la su famiglia. Sua madre,  i suoi fratelli e nipoti- incluso una sorellina di cinque anni che non conosceva- e soprattutto suo padre Gustavo Moncayo. L’uomo si fece conoscere in tutto il mondo quando percorse per tre anni incatenato l’intero paese per chiedere la liberazione del figlio. Nel momento del suo incontro con il figlio, Gustavo mostrò a tutti le catene che da anni porta intorno al collo e alle braccia per ricordare il sequestro di Pablo. All’incontro non era presente l’ex fidanzata del giovane- ora sposata e madre di due bambini- alla quale Moncayo aveva scritto delle appassionate lettere durante i lunghi anni di prigionia.
In uno degli articoli più commoventi scritti sull’effetto del sequestro sulle famiglie colombiane, Maria Estela-la madre di Pablo- raccontò che il sequestro portò come risultato ” la frammentazione della famiglia. Una relazione già deteriorata per il dolore. Ci hanno rubato 12 anni e tre mesi di una vita normale. Per non sprofondare nel dolore, mi concentrai nel mio lavoro. Non volevo essere come quelle persone che dopo aver sofferto un dolore molto forte finiscono per darsi all’alcol o alla droga“.  Gustavo Moncayo, poco prima di rivedere il figlio, disse che questo incontro “era la nascita più lunga della storia e si sentiva come se stesse per toccare il cielo con un dito”.
Dopo la liberazione di Moncayo, ancora una ventina di ufficiali colombiani sono attualmente nelle mani delle FARC. Fra questi anche Libio José Martínez, che fu catturato dai guerriglieri lo stesso giorno di Moncayo, il 21 dicembre del 1997.