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Cota: Termini Imerese? Prima il Piemonte

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E’ raggiante: Roberto Cota non maschera il suo entusiasmo. Appariva già ieri fiero e intraprendente a Porta a Porta, prodigo nel dare consigli a qualsiasi fazione politica. Oggi continua a non mandarle a dire, sulla scia lunga della vittoria inaspettata, da hombre del partido: sorride, si rende fresco, parla chiaro a media ed elettori così come dice aver fatto per tutta la durata della campagna elettorale.

“Ho visto gli Agnelli come ho visto tante altre persone. Non mi hanno detto che avrebbero votato me piuttosto che la Bresso”, ammette Cota. “Ci ha votato il popolo, non le élite, la gente comune ha deciso di cambiare. E’ prevalsa la voglia di cambiamento”. A chi gli chiede quali siano stati i punti cardine della sua campagna elettorale, il neoeletto spiega che “abbiamo parlato del futuro: io penso ad esempio che la Fiat debba avere un futuro soprattutto in Piemonte”. E’ quanto ha esternato, in particolare, durante la puntata odierna di Mattino5. Incalzato dal direttore di Libero Maurizio Belpietro su quale fosse la sua opinione in merito alla situazione delicata degli impianti Fiat di Termini Imerese, il capogruppo Lega alla Camera ha tenuto a precisare che a lui “interessa il Piemonte, prima di tutto. E’ il mio lavoro”.

A dispetto di questa constatazione, c’è da notare come solo poche settimane prima l’esponente leghista considerasse i lavoratori come “tutti uguali” e “tutti da difendere”, a quanto si apprende da un articolo nel blog dello stesso neogovernatore, datato 5 Febbraio. Più sicuro è invece apparso su quanto riguarda i primi passi da governatore: occupazione, defiscalizzazione, taglio agli sprechi, difesa della vita e lotta contro l’aborto. Fatti salvi, ovviamente, i “classici” della sua proposta elettorale: una strenua sorveglianza sulla costruzione della Tav in val di Susa e, manco a dirlo, l’attuazione del federalismo fiscale.

Vincenzo Marino