Emma Bonino: io sacrificata dal PD

Sembra evincersi questo dallo sfogo mandato in onda da Striscia la Notizia; Emma Bonino, che dalla stessa trasmissione ha ricevuto l’ironico tapiro d’oro a causa della sconfitta contro la candidata PdL Renata Polverini, amaramente sostiene che ” Nessuno di loro (gli esponenti el PD) aveva voglia di mettere la faccia su una sconfitta e mi hanno appoggiata perché non avevano alternative”.

Secondo le interpretazioni giornalistiche date alle parole della Bonino, dopo il caso Marrazzo, la sconfitta del PD ( del quale Marrazzo era esponente)  sarebbe stata certa e quindi la Bonino rappresentava l’unica alternativa per poter competere, quasi alla pari,  a livello elettorale con la Polverini e il Popolo della Libertà.

In realtà, la stessa Bonino forse dovrebbe ripensare le sue convinzioni, ammesso che siano queste; pur capendo l’amarezza della sconfitta, quest’ultima non è stata certo una catastrofe. La certezza della vittoria della candidata del centro-destra è infatti risultata certa solamente durante la notte, a scrutinio più che inoltrato.

Anche considerando la forte incidenza della mancanza della lista Polverini nella provincia di Roma, dove in effetti la Bonino ha vinto, perdendo invece  in tutte le altre province dove questa lista era presente, la distanza di voti  tra le due candidate non è stata abissale.  Ciò è interpretabile, in ogni caso, come, nonostante lo scandalo Marrazzo, che ha probabilmente  influito sulle “decisioni degli indecisi”, portandone una gran parte  verso il centro-destra, un riconoscimento del valore della candidata radicale.

La Bonino ha poi dato la “colpa” a  Berlusconi  ( che data la vittoria risulta essere obiettivamente un merito)  di essere stato molto attivo nella campagna elettorale per il Lazio ( così come lo è stato in Piemonte) e questo avrebbe contato anche di più dell’eventuale sfiducia dei votanti determinata dalle dimissioni dell ex Governatore PD.

In ogni caso la nostrana “lady di ferro” non si è data per vinta e la delusione non l’ha allontanata dagli appuntamenti politici e di partito “del giorno dopo”, ai quali, come sempre ha presenziato senza tradire nessua sfiducia o volontà di rinuncia.