Favola dell’elettore moderno: la crisi del voto in Italia

Vi era un tempo, tanti lustri fa, dove la politica era vissuta in maniera coscienziosa e responsabile. In quell’epoca remota e dimenticata aleggiavano nell’aria parole oggi omesse, perse nell’universo dell’oblio umano. Lessemi come “Figura carismatica”, “Ideologia”, “Rivoluzione”, “Appartenenza politica”, “Programma politico” profumavano l’aria diffondendo tutto intorno un aroma stimolante. Una fragranza che sapeva di lavoro e impegno, idee e proposte. Un effluvio sublime con il quale provare a cambiare la situazione negativa del proprio paese, tutto per il bene della patria.

La vita allora era più semplice ed era più facile stabilire, per il popolo, quando un rappresentante si occupava delle problematiche reali della società o si limitava ad accumulare soldi e potere per se stesso. Il sole splendeva e i sorrisi si dipingevano sui visi, colorando il mondo.Ma poi, un brutto giorno, arrivò il distruttore di quest’utopia meravigliosa. Il progresso venne in punta di piedi, portando con sé mille comodità per la vita della gente che, felice per le nuove opportunità, si curò meno dei suoi rappresentanti. Si diffusero nuove evoluzioni tecnologiche che, da quel giorno, hanno regalato gioia ed emozioni al popolo appagato di essere raggirato e truffato in maniera inconsapevole, dai nuovi padroni del paese, gli unici a recepire i possibili usufrutti e dividendi di questi mutamenti.

Da allora in poi, l’elettore si è illuso di avere un ruolo di primo piano nella società che lo accoglieva. Ascoltava i politici con attenzione senza capire che le “figure carismatiche” si erano trasformate in abbindolatori che utilizzavano i mezzi di comunicazione per dare forza alle proprie fallaci promesse. Non riuscì a percepire che la parola “Ideologia” era stata sottoposta a un abuso indecente. Si lasciò prendere dalla propria “Appartenenza politica” senza riconoscere che in essa convivevano furfanti e manigoldi. Ma sopratutto l’elettore si è dimenticato delle sue due armi fondamentali: la lettura del Programma Politico e la Rivoluzione.

Le conseguenze furono devastanti per la democrazia di quel remoto paese. I grandi politici iniziarono a vincere attraverso le parole mascherate, i falsi contratti con gli italiani, le presenze in programmi televisivi, i comizi figli di battute e ignobili accuse. I veri programmi politici vengono così occultati e taciuti. Celati completamente in cassetti di eleganti scrivanie in cui nessuno va a frugare per necessarie verifiche. Da allora il popolo vive sotto la falsa egida di nuove parole come “Corruzione”, “Privilegi”, “Prescrizione”, “Conflitto d’interessi” e “Censura” felice di avere sotto il suo tetto un bel televisore con tanti bei canali e programmi, un computer con il quale navigare e perdersi nell’infinito mare di internet, tanti bei giornali che lo informano su quello che succede e su come orientare il proprio voto.

So cosa state pensando. Se questa è una favola dove è il lieto fine? Beh, probabilmente verrà quando il popolo si ricorderà del vero significato della sua ultima possibilità. Una parola chiamata Rivoluzione che stenta a essere riesumata in quel piccolo mondo che ancora non capisce di averne profondamente bisogno. Fino a quel momento il cosiddetto “e vissero tutti felici e contenti” rimarrà una conclusione per pochi fortunati eletti.

Alessandro Frau