Film in televisione: “Forest of death”

Questa sera, alle ore 23:50, il canale satellitare SkyCinema Fantasy trasmetterà il film horror, del 2007, “Forest of death” (titolo originale “Sum Yuen”). La pellicola, proveniente da Hong Kong come molte delle recenti produzioni horror originali, è diretta da Danny Pang (“The eye”).

Il ricercatore universitario Shum, esperto di botanica, sostiene la teoria che le piante siano in grado di percepire le emozioni umane. La notizia, accolta come straordinaria dai mass media, acquisisce una notevole rilevanza e attira l’attenzione di una giovane detective impegnata a risolvere un caso di stupro avvenuto nella cosiddetta “foresta dei suicidi“. L’unico sospettato è un giovane spavaldo e arrogante che viene sottoposto al giudizio della foresta stessa…

La pellicola, trascorsa la passione del pubblico italiano per i prodotti “made in Oriente”, è arrivata da noi direttamente in dvd. Probabilmente a causa della sua mescolanza di generi che è, ad un tempo, la forza e la debolezza del film. Infatti, il lungometraggio è sì un horror, ma anche thriller, fantascienza (nonchè para-scienza), poliziesco e drammone sentimentale. Più un pasticcio che una genialata: la storia sembra essere composta tramite un copione sgangherato fatto di due sottotrame parallele e troppo diverse fra loro, intersecatesi quasi per caso. L’impressione è quella di due film diversi non amalgamati e composti da due mondi paralleli.

La regia è, stranamente, pigra e priva di elementi di suspence, incapace persino di sfruttare l’ambientazione misteriosa e soffocante della foresta tailandese dove il film è ambientato. Strano per il regista Danny Pang che, in “The eye” si era dimostrato geniale nell’adattamento di una sceneggiatura horror. Il finale è confuso e inconcludente, come lasciava, peraltro, immaginare la mescolanza di generi nella trama. Apprezzabile, invece, il minimalismo tipico di questa e altre produzioni provenienti dall’Oriente, privo o quasi di effetti speciali se non nella parte finale ma, comunque, d’effetto.

Valentina Carapella