Obama e Sarkozy, un’amicizia trovata

Il nuovo corso dei rapporti fra Parigi e Washington, stupisce per fraternità. La competizione per la determinazione della credibilità politica internazionale, sono lontani e la Francia ha deposto l’orientamento alla grandeur, per la ricerca di una più misurata collaborazione. L’accordo, sottolineato da un incontro a quattro con le rispettive mogli come vuole la nuova prassi degli incontri fra Capi di Stato, ha riguardato l’attualità di tutti i temi della politica estera.

Per l’Iran, infatti, la Francia ha assicurato tutto il suo appoggio alla fermezza statunitense, garantendo il suo voto a sostegno di sanzioni in caso del ricorso al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, nel rispetto del tempo dettato da Obama entro la primavera, senza incertezze. In più, Sarkozy ha ammonito i paesi che miopi agli interessi particolari e contingenti, non riescono a condividere questa posizione, suggellando l’accordo con gli Stati Uniti a detrimento dei rapporti con questi paesi.

Per l’Afghanistan, pur lamentando una lentezza nei tempi della missioni, Sarkozy ha confermato la sovrapposizione fra la guerra in Afghanistan, la lotta al terrorismo internazionale e la sicurezza mondiale. Infine, il Presidente francese ha espresso soddisfazione per l’investimento statunitense nella questione israelo-palestinese.

Le firme inoltre di Sarkozy e Obama spiccano nella lettera inviata ai membri del G20, forum economico dei paesi maggiormente industrializzati, nella quale si auspica un’armonizzazione delle politiche macroeconomiche, nel tentativo di esorcizzare chiusure protezionistiche che hanno acuito la crisi. Allo stesso modo, una concertazione delle politiche monetarie, fiscali, commerciali devono servire la causa comune della crescita economica internazionale, per l’acquisizione entro il 2011 di Basilea II, accordo per la limitazione dei rischi nella gestione degli affari bancari in virtù degli scandali e dell’internazionale insicurezza dei risparmiatori nei confronti delle banche stesse.

Crescita durevole e prosperità per tutti, sono le nuove parole chiave dell’economia mondiale mentre concertazione per un fronte comune e fermezza sono quelle della diplomazia politica.

di Fabiana Galassi