Adoc: uova e colombe più economiche ma rincaro del carburante

I prezzi dei prodotti tipici pasquali sono in ribasso rispetto all’anno scorso, per i consumatori quindi, si prospetta, dopo la quaresima, una “grande abbuffata”.

Dopo anni di aumenti ininterrotti, si è verificato un notevole calo dei prezzi non solo per uova e colombe, ma per tutti i prodotti pasquali in genere. Secondo l‘Adoc (Associazione Nazionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori) infatti, sono in calo le uova che costano il 9,8 per cento in meno dell’anno scorso, le colombe il cui prezzo è sceso fino al 7,5 per cento, ma costi meno esosi hanno anche pastiere e carciofi violetti.

“Una famiglia di quattro persone risparmierà circa il 2,9 per cento in più rispetto al 2009. – spiega Carlo Pileri, Presidente Adoc – Un risparmio generato più che altro dalle scelte dei consumatori, più propensi a spendere meno ma meglio. Uniche note dolenti il rialzo delle carni. Un chilo di abbacchio costa il 9,4 per cento in più dell’anno passato, il salame corallina è aumentato del 2,7 per cento.”

Ma se i consumatori riusciranno a risparmiare sulla spesa pasquale, non lo faranno sui carburanti. Coloro che in questo periodo festivo, hanno deciso di ricongiungersi a parenti lontani affrontando un viaggio, si vedranno aumentare fino a 10 euro in più il pieno dell’auto.

“Le vacanze di Pasqua rischiano di diventare un incubo per chi parte – continua Pileri – un litro di benzina costa il 16,9 per cento in più dello scorso anno, per un rincaro di 10 euro a pieno. Solo nell’ultimo mese il prezzo di un litro di benzina è aumentato del 6,6 per cento, passando da 1,32 euro ad oltre 1,40 euro di oggi. Le speculazioni sulle vacanze oramai stanno diventando strutturali”.

Converrebbe non muoversi dunque, e rimanere con amici e parenti vicini, oppure cominciare a protestare per questi rincari sistematici, che avvengono ormai puntuali ogni anno durante i periodi di festa, occasioni ormai per “farla pagare” ulteriormente al consumatore.

Nel frattempo il presidente dell’Adoc avanza una richiesta: “Un nuovo e ingiustificato rincaro è inaccettabile. Crediamo, in questo senso, che sia necessario un taglio di 10 centesimi sia delle tasse che del prezzo del prodotto industriale ad opera dei petrolieri, per complessivi 20 centesimi”.

Giulia Di Trinca