Regionali Piemonte: Chiamparino vuole un’alternativa a Cota

Sergio Chiamaparino (PD, Primo cittadino del capoluogo piemontese non si è candidato alle elezioni regionali 2010. In un’intervista al suo collega di Firenze Matteo Renzi(PD) si legge che, confessato in via informale dall’esponente leghista, Roberto Cota  non si sarebbe candidato a presidente del Piemonte se  Chiamparino fosse sceso in campo, avrebbe infatti vinto sicuramente lui, secondo lo stesso neo vincitore. ( “si sa che con te non ce n’è per nessuno”).

Ora Chiamparino vuole una “grande alternativa” alla presidenza dell’esponente leghista “ci sono le condizioni” per costruirla dice. Il Partito Democratico avrebbe perso la sua capacità di convincere i suoi elettori e la sconfitta in Piemonte, pur di misura, ha messo in luce anche questo aspetto. E’ soprattutto nel Nord che il PD ha le maggiori difficoltà, incapace come sembra di rappresentare l’elettorato che vi risiede, elettorato che secondo molte teorie ha preferito la lista civica di Grillo al “tradizionale” PD rappresentato da Mercedes Bresso, in una sorta di voto di protesta.

Proprio su Grillo il sindaco torinese è stato molto chiaro: “Quello ottenuto dai grillini è un risultato che io considero normale. È un’area che io rispetto ma è un’altra squadra, non la mia. E non credo debba essere la squadra del Pd. È normale che esista un’area, in questo caso al 4% dei consensi ma che può arrivare anche a qualche punto in più, di persone che esprimono sostanzialmente temi tra il populistico e il radicale, in cui spesso il confine tra la destra e la sinistra si confonde, come loro stessi dicono, per altro con molta onestà. È un’area che rispetto, ma non credo debba essere la nostra squadra”.

Niente ipotetiche alleanze quindi sembrerebbe voler chiarire, dissentento quindi da chi dice che Grillo starebbe molto più a sinistra che a destra. Per Chiamaprino e’ invece imporante, tornando al discorso “Nord” che il PD si rafforzi in questo senso.

Per quanto invece riguarda le correnti interne che vorrebbero la “destituzione simbolica” di Bersani da capo del partito, il primo cittadino della Mole Antonelliana non si sbilancia più di tanto, ma in sostanza difende
Bersani: Se è vero  che “abbiamo perso tutte le regioni contentibili” è anche vero che  “ha fatto il massimo che poteva nelle condizioni date. Non mi sento di buttare la croce addosso” al segretario nazionale del Partito.

Sostanzialmente il risultato delle regionali 2010 si configura come una sconfitta e non di poco conto per Sergio Chiamparino, ma, la vittoria ( trionfo?) della Lega al posto del PdL rende paradossalmente il paese meno bipolarizzato e quindi più “propenso ad essere riconquistato.

Certo è che nelle condizioni attuali il PD potrebbe probabilmente fare ben poco; ancora secondo Renzi, serve un effettivo rinnovamento, bisogna mandare via quelli che lui chiama “fifoni”, ( riferendosi ad alcuni dirigenti rei di non aver avuto coraggio nella scelte operate, ad esempio quelle riguardanti i candidati). In più, sempre secondo il sindaco di Firenze, è necessario che quando ci si scontra con l’avversario Berlusconi si parli di  crisi economica, di posti di lavoro e lo si attacchi su temi “cari” alla popolazione e non su temi che riguardano “solo lui” per metterlo in cattiva luce, come ad esempio la riforma della giustizia.

A Radio 24 Renzia ha poi definito con incredibile spirito di autocritica ironia la sconfitta nel Lazio ” un capolavoro” facendo brillantemente e molto elegantemente il verso al Presidente del Consiglio che nello stesso modo aveva definito la vittoria elettorale del centro-destra.