Russia: si pensa alla reintroduzione della pena di morte per i terroristi

Dopo il terribile attentato commesso dalle “vedove martiri” che ha causato 29 morti e il ferimento di 71 persone, la Russia si interroga sul come combattere il terrorismo.

Se undici anni fa Vladimir Putin si era rivolto ai terroristi con il famoso «li uccideremo anche nel cesso», oggi il Primo ministro è tornato alla carica affermando il bisogno di «stanare i terroristi dalle fogne». L’attentato di Mosca ha comunque risvegliato la paura nel popolo russo e lo stesso presidente Medvedev ha chiesto nuove leggi per combattere gli attentati terroristici.

Nello specifico Medvedev ha sottolineato la necessità di rivedere la legislazione sulla prevenzione degli attacchi migliorando la qualità del lavoro svolto dall’intelligence e aumentando il grado di sicurezza, sia dei luoghi che dei trasporti pubblici.

Le parole del Presidente sono state interpretate come favorevoli a un inasprimento delle pene previste per i terroristi dal presidente del Comitato di giustizia, Anatoly Lyskov, che ha annunciato la formulazione di una proposta sulla reintroduzione della pena di morte. Lo stesso Putin si è rivolto agli organizzatori della strage usando toni da resa dei conti: « Sappiamo che si sono imboscati, ma è questione di onore degli organismi dell’ordine scovarli dal fondo delle fogne e riportarli alla luce del sole».

Il presidente Medvedev ha tentato di smorzare i toni ricordando che è doveroso garantire una vita decente e normale anche agli abitanti del Caucaso. Secondo il giornale Kommersant, nel commando che ha organizzato l’attentato ci sarebbero altri 20 kamikaze. Questo renderebbe possibile il rischio di nuovi attentati e giustificherebbe la paura che si sta di nuovo diffondendo tra la popolazione. Da oltre 6 anni, infatti, l’incubo del terrorismo islamico sembrava sparito ma  l’episodio della metropolitana di Mosca ha di nuovo creato un’atmosfera carica di tensione e panico: ieri ad esempio, la cattedarale di Cristo Redentore è stata fatta evacuare per un falso allarme bomba.

La vita a Mosca è comunque ripresa a scorrere, ma nelle due stazioni metro colpite, quella di Lubjanka e Park Kultury, prosegue da lunedì sera il pellegrinaggio commemorativo di centinaia di moscoviti.

Stefano Valigi