Scienziato nucleare dissidente fugge dall’Iran e trova asilo negli USA, collaborerà con la CIA

TEHERAN- Quando il regime di Teheran denunciò la scomparsa di Sharham Arimi mostrò meno preoccupazione di quella che in realtà provava. Il giovane ricercatore era considerato una delle menti migliori per quanto riguarda la ricerca nucleare, fondamentale per i piani futuri della nazione asiatica. Un pezzo insostituibile nella scacchiera messa in campo dal governo di Ahmanidejad, non solo per le nozioni specialistiche sconosciute, ma soprattutto per i segreti a lui rivelati dall’equipe iraniana.

Una scomparsa che aveva destato subito numerosissime perplessità nel regime. Ogni indizio conduceva ad un allontanamento non forzato ma voluto dal giovane che sicuramente aveva sfruttato un aiuto esterno. Una protezione garantita da uno Stato nemico dell’Iran preoccupato per il progresso e la potenza raggiunta da Ahmadinejad. Rimaneva solo da identificare l’alleato dello scienziato “dissidente”.

La fuga risale al giugno scorso quando Sharham aveva partecipato ad un pellegrinaggio a La Mecca e non era più tornato in patria. In un primo momento i sospetti erano caduti sull’Arabia Saudita, con la quale i rapporti sono sempre stati tutto meno che idilliaci. Nei mesi successivi accuse continue sono volate da un’ambasciata all’altra senza nessuna delucidazione riguardo il mistero.

Oggi tale arcano pare finalmente risolto. Lo scienziato, come previsto, si era rifugiato sotto le ali protettrici di una forte potenza avversa all’Iran. Ma nel mondo occidentale. Sono gli Stati Uniti ad averlo accolto. Uno smacco ancora più grande per il regime asiatico. Per di più, fonti accertate riferirebbero la stretta collaborazione che Sharham ha intrecciato con la CIA, spiattellando ogni sua conoscenza agli agenti segreti americani. Nozioni, piccole o grandi, che potrebbero gettare una luce intensa sulle azioni irregolari dello stesso Iran. Prove della condotta sleale in ambito nucleare in sostanza.

Si attende ora la reazione di Ahmadinejad e del suo governo. Una replica che potrebbe far fare passi falsi al capo indiscusso dello Stato mediorientale. Un evento che sicuramente inasprisce ulteriormente i rapporti tra le due potenze e che crea ulteriori tensioni ormai inevitabili.

Alessandro Frau