Tra intercettazioni e luci rosse “La vita è una cosa meravigliosa”

“La vita è una cosa meravigliosa” o almeno questo è quello che vorrebbero farci credere i fratelli Vanzina nella loro nuova commedia. Distribuita da Medusa in 400 copie a partire dal 2 aprile, la loro ultima creatura porta sul grande schermo un tema “caldo”: quello delle intercettazioni telefoniche. Il titolo è un omaggio a Frank Capra (“La vita è meravigliosa”, ’46) e al kolossal di Henry King (“L’amore è una cosa meravigliosa”,’55). La formula quella vanziniana degli ultimi anni: vari episodi, interpretati da bravi comici, con le storie che si intrecciano l’una con l’altra. Il lieto fine esprime una visione non pessimista e regala un po’ di speranza al pubblico: corrotti e faccendieri finiscono in galera, raccomandati e raccomandatori sono ridicolizzati, gli umili hanno la meglio sui ricchi.

Il fatto che la pellicola parli di intercettazioni proprio ora è solo una casualità: sembra strano, ma i Vanzina hanno iniziato a scrivere la sceneggiatura un anno fa, quando ancora la questione non era così urgente, ispirati da “Le vite degli altri”. Certo, l’Italia di oggi non è la Germania del Muro: nel film tedesco l’epoca e il clima sono lontani e drammatici. Inoltre, ai Vanzina la denuncia non appartiene né come uomini, né come autori: «Noi volevamo una commedia sull’oggi, sul nostro Paese. Un Paese in cui – spiega Enrico – gli italiani hanno accumulato una serie di difetti, le persone si sono abituate a cercare scorciatoie per raggiungere i loro obiettivi, dal successo nel lavoro all’esame da superare». Eppure, in questa storia, i cattivi non sono poi così cattivi, fanno qualche scorrettezza o qualche favore di troppo, ma poi sono pronti a pentirsi. Una caratteristica, in particolare, accomuna tutti i personaggi: hanno qualche frustrazione, qualche aspettativa irrealizzata, qualche sconfitta alle spalle. Ma alla fine i migliori tra loro troveranno un po’ di serenità.

Nel cast grandi nomi: da Enrico Brignano a Gigi Proietti,da Vincenzo Salemme a Nancy Brilly, da Luisa Ranieri a Virginie Marsan. Gli ingredienti della commedia ci sono tutti: sostituzioni di persone, colpi di scena, perdite di memoria, truffe. Il personaggio centrale è il poliziotto Enrico Brignano, che indaga su una clinica privata dove avvengono imbrogli: finiscono coinvolti il presidente di un gruppo bancario (Vincenzo Salemme), un chirurgo (Gigi Proietti) e lo stesso poliziotto, che scopre di essere fidanzato con una escort. Lo sguardo degli autori sui vizi degli italiani è complice, comprensivo, solidale: non c’è alcuna volontà di denuncia, al massimo il desiderio di mettere alla berlina i malcostumi del Paese. L’affiatamento e l’armonia tra gli interpreti fanno il resto e rendono l’esito felice.

Maria Elena Tanca