Vaticano e pedofilia: il papa testimone in aula?

Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger

La bufera che lega il Vaticano a numerosi casi di pedofilia non accenna a placarsi. All’orizzonte si prospetta addirittura una possibilità mai immaginata neanche nel più fantasioso dei legal thriller: potremmo infatti assistere ad una surreale udienza di tribunale, con testimone papa Ratzinger. Luogo di tale evento sarebbero gli Stati Uniti, dove i casi di abusi da parte di preti su minori si contano nell’ordine di centinaia.

“Il mio caso porta direttamente al Vaticano. E io spero, anzi sono convinto di riuscire a fare deporre il Papa. Un tribunale mi ha già dato ragione. La Santa Sede si è appellata alla Corte Suprema. E adesso…”. Queste sono le dichiarazioni a spron battuto di Jeff Anderson, avvocato statunitense che da più di 25 anni segue i casi di abusi dei preti in Usa. “[…] dobbiamo fare tutto quello che possiamo per fermare l’orrore. Arrivando fino a Roma: perché il meccanismo che abbiamo scoperto porta fin là”, ha incalzato Patrick Noaker, legale assistente di Anderson, padre egli stesso di una bimba molestata.

Papa Benedetto XVI è personalmente accusato di aver partecipato all’insabbiamento di diversi casi di pedofilia. L’allora cardinale Ratzinger, infatti, avrebbe fatto di tutto per far passare nel silenzio gli abusi compiuti da diversi componenti del clero, rifiutandosi di prendere provvedimenti pubblici a loro carico, e intimando invece le varie gerarchie locali di provvedere a semplici trasferimenti in altra sede dei preti incriminati.

Tre sono i casi più gravi di cui si accusa Ratzinger e il Vaticano. Il più becero e atroce riguarda  un certo padre Murphy, accusato di avere violentato 200 bambini sordomuti tra il 1950 e il 1970 nel Wisconsin. Al suo caso si sono aggiunti quello di Ernesto Garcia Rubio – trasferito da Cuba, secondo l’accusa, in seguito a diversi casi di abusi passati nel silenzio – e di un altro sacerdote di cui non si conosce il nome, trasferito in Germania.

In teoria in quanto stato straniero il Vaticano godrebbe l’immunità, ma i legali statunitensi puntano all’eccezione. La legge prevede il perseguimento di uno stato straniero se i suoi dipendenti sono responsabili di “tortious activity”, cattiva condotta. “E i preti sono dipendenti del Vaticano: lo dimostra il fatto che è Roma a ordinare i trasferimenti”, ha precisato Noaker. Sia come sia, per il Vaticano questa Pasqua non è destinata ad essere delle più serene.

Roberto Del Bove