Veronica Ciardi sulla difensiva: “Non sono una gatta morta! Non mi sono infilata nel letto di nessuno”

Discussa, attaccata, criticata ma dalla battuta sempre pronta e mai succube dei tentativi che mirano a smontare la sua persona e denigrare la sua aggressiva e determinata indole, l’ ex gieffina Veronica Ciardi non ci sta ed attraverso le pagine del settimanale “Vivo”, a cui ha concesso un’ intervista pepata, è consapevole di quanto sia inerpicato ed impietoso il mondo dello spettacolo, la cui facciata platinata, brillante ed invitante è un’ esca per molti ma resta pur sempre una mera facciata.

L’ ex cubista romana 25enne, venuta alla ribalta grazie alle movimentate giornate trascorse da reclusa nello stabile di Cinecittà è stanca di sentir pronunciare improperi e spropositi sul suo conto e dopo essersi sentita dire dal suo coinquilino Daniele Mastroianni che farebbe meglio a fare la “pornoattrice” e aver, con decisione condita da sofferenza e lacrime, ribattuto attacchi frontali sui alcuni atteggiamenti discutibili intrattenuti nella casa, Veronica sembra essere ormai avvezza alle critiche ma guarda avanti ed a testa alta:

“Ok, ho baciato 5 persone, ma se posso permettermi di dire le cose fuori dai denti, non mi sembra di essermi mai infilata nel letto di nessuno. Non ho avuto un comportamento impeccabile ma non ho nemmeno fatto la ‘gatta morta’ come insinua qualcuno” – dichiara la romana, cercando di minimizzare le tresche amorose al reality show.

Protegge con fare materno l’ amicizia che la lega alla partenopea Sarah Nile, un punto di riferimento al “Grande Fratello” ed una compagna di vita da rispettare e riempire d’ affetto:

“Ci sono sentimenti forti tra noi ma non è un amore lesbo. Siamo entrambe eterosessuali, nonostante ci sia stato un momento di confusione tra me e lei, generato dai commenti che stavamo scatenando dentro e fuori dalla Casa. La adoro, la amo alla follia ma sono etero!”.

L’ ex ragazza immagine sui cubi della riviera romagnola si lascia andare ad una desamina introspettiva, confessando che la sua prorompente fisicità, curata e costruita ad hoc, cela un carattere sostanzialmente provato ed insicuro:

“La mia apparente aggressività, i tanti tatuaggi e i miei capelli neri servono solo per nascondere, agli occhi degli sconosciuti, la mia insicurezza interiore. Il primo grande lavoro che dovrò fare è appunto su me stessa”.

E su Mauro Marin, il parere della Ciardi non sembra smuoversi di una virgola; definito stratega, approfittatore e cafone, Veronica avrebbe voluto che la vittoria del programma andasse a Giorgio Ronchini:

“Mi spiace perché altri avrebbero meritato di portarsi a casa il montepremi, ad esempio Giorgio”.

Gionata Cerchiara