Un film-documentario sulla storia dell’Aids in Italia

“+ o – Il sesso confuso. Racconti di mondi nell’era Aids”, film-documentario di Andrea Adriatico e Giulio Maria Corbelli, approderà ad aprile nelle sale cinematografiche. La pellicola ricostruisce, attraverso interviste a sieropositivi, professionisti nella lotta alla malattia, politici e artisti, la storia italiana dell’Aids negli ultimi 25 anni: dagli eccessi degli anni ’70, al terrore del contagio negli anni ’80, alla speranza degli anni ’90, fino al silenzio attuale.

Il film vuole parlare della malattia «come di una cosa reale e non come di un fantasma che continua ad aleggiare», spiega Corbelli. Ognuno dei protagonisti rappresenta se stesso, messo di fronte ad alcune domande sull’Aids, la felicità, la vita e il sesso: «Questo documento raccoglie voci e volti che aspettavano non so da quanto di parlare. Al centro del film non c’è l’Aids, non le cure, non la malattia, ma il pensiero e le emozioni sulla patologia, i volti per raccontare una pandemia che nel nostro Paese è stata sempre vissuta nascostamente», afferma Adriatico. Tra i volti noti anche quello dell’ex ministro della Salute, Livia Turco.

Alcune scene del film sono state girate in un liceo italiano, impresa non facile: «Ci siamo trovati di fronte a presidi sdegnati, e non uso a caso le parole, perché il tema al centro del nostro film era l’Hiv», continua il regista. Eppure i giovani non sono immuni al virus: «Sono sempre più numerosi, non a caso, i ragazzi con meno di 20 anni che afferiscono ai Centri per avere una diagnosi. Sta emergendo un fenomeno che potrebbe avere risvolti drammatici se non viene gestito sapientemente, puntando innanzitutto sulla prevenzione», assicura Adriana Ammassari, infettivologa dell’ospedale Spallanzani di Roma.
Non a caso la speranza di Adriatico e Corbelli è che il documentario possa arrivare anche nelle scuole, ma il percorso per approdare con questo tema tra gli studenti non è affatto agevole.