Film in televisione: Buffy in “The grudge”

Anche questa volta l’orrore arriva dall’Oriente! “The grudge” (titolo originale “Ju-On”) è una produzione giapponese arrivata nelle nostre sale tramite un, ormai solito, remake! La pellicola, diretta da Takashi Shimizu, è interpretata dai soliti eroi telefilmici, in questo caso Sarah Michelle Gellar (la Buffy Summers di Sunnydale) e Jason Behr (il Max Evans di Roswell). Il lungometraggio, in ogni caso, andrà in onda su Raidue alle ore 23:35.

Karen (Sarah Michelle Gellar) è un’assistente sociale che deve occuparsi di una donna con gravi problemi psichici la cui precedente assistente è sparita misteriosamente. Avendo trovato la casa in condizione di grave degrado, decide di sistemare e, insospettita da un rumore, entra in soffitta. L’ambiente le riserva una sgradevole sorpresa…

La versione originale di “The Grudge” è uscita nelle sale d’Oriente pochi anni prima del suo rifacimento statunitense. Quella del remake è, pertanto, una moda tanto strana quanto inutile. Nel caso del presente film, inoltre, alla regia è stato riconfermato Shimizu, il medesimo regista dell’originale nipponico: il rifacimento è, dunque, solo un modo per avvicinare a una concezione diversa di paura il pubblico a stelle e strisce. Diversa, dunque, l’impostazione della vicenda americana fin dalle prime battute: se “Ju-on” mostrava una certa originalità recante un filo di suspence, “The grudge”mette in tavola, fin da principio tutte le possibili icone del cinema horror: una casa, un bambino cadaverico, un gatto, un libro pauroso e un luogo da toletta… Da “La casa” a “Psyco”, da “The ring” a “La casa di Cristina”, sono stati citati, indirettamente, tutti i più grandi lavori horror degli ultimi anni.

Un misto di tradizioni anglonipponiche per un film che si lascia, a stento, ricordare. Un unico, terrorizzante elemento non devia dalla tradizione orrorifica d’Oriente: il gusto per un fascio di lunghi capelli neri che, coprendo il viso di cadaverici fantasmi, richiama un elemento di mistero e terrore che ripone le sue radici nel terrificante “Ringu”.

Valentina Carapella