L’obesità si cura anche con i gruppi di psicoeducazione

L‘obesità è una malattia che sta assumendo proporzioni sempre più epidemiche anche nel nostro Paese.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) haconiato il termine globesità, che indica la gravità mondiale del problema, in crescita in tutti i Paesi sviluppati, ma che ormai interessa anche alcune aree dei Paesi poveri.
In Europa i dati sono ormai vicini a quelli drammatici degli USA, posto che oltre la metà della popolazione europea maschile è obesa o sovrappeso.

 La situazione per quanto riguarda le donne è solo leggermente migliore.

Ciò che tuttavia preoccupa maggiormente è che, rispetto ai dati rilevati negli anni passati, l’obesità è in crescita in entrambi i sessi, in quasi ogni nazione.
In Italia, il sovrappeso riguarda il 42,5% dei maschi, mentre sono obesi il 10,5%.

 Le donne invece sono meno in sovrappeso (il 26,6%), ma è alto il tasso di obese è pari al 9,1%.

In totale, risultano sovrappeso il 34,2% degli italiani e obesi il 9,8%, due dati in continua crescita (erano rispettivamente il 33,6 e il 9% nel 2000).

Se si continua così, secondo la Società Italiana dell’Obesità nel 2025 il tasso di obesità negli adulti arriverà al 14%.

Di obesità, inoltre, si può anche morire: 390 persone ogni 100mila abitanti ogni anno.

Gli obesi gravi hanno una riduzione dell’aspettativa di vita fino a 10 anni.

L’obesità è anche una malattia psichiatrica.

 A metà strada  tra la bulimia e la dipendenza da cibo, con meccanismi biologici e psicologici sovrapponibili alle dipendenza da sostanze e da alcool.

Da oltre un anno è in corso negli Istituti Ospetalieri di Cremona una stretta collaborazione tra il dipartimento di Medicina diretto da Paolo Bodini e l’unità operativa di Psichiatria diretta da Emilia Agrimi.

E’ infatti operativo uno screening attraverso test specifici psichiatrici per tutti i pazienti che accedono al Centro Endocrino Metabolico diretto da Letizia Maninetti.
La valutazione della testistica e l’eventuale intervento psichiatrico è coordinato da Roberto Poli, responsabile del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura.
L’esperienza e i dati che sono stati raccolti in oltre un anno hanno confermato l’importante componente psichiatrica dell’obesità. Per questo è stato pensato di attivare i gruppi di psicoeducazione: un percorso terapeutico innovativo in Italia ma di cui vi sono prove di efficacia in altre realtà a partire dagli Stati Uniti che da prima di noi affrontano l’epidemia obesità.
I gruppi di psicoeducazione saranno condotti dalla psicologa Emanuela Spotti .

Wanda Cherubini