Tangenti: Pennisi esce dal carcere e sconta i domiciliari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:38

Milano, 1 aprile. Il Giudice per le Indagini Preliminari  Gaetano Brusa ha oggi assegnato gli arresti domiciliari a Camillo Mirko Pennisi, arrestato nello scorso mese di febbraio per il reato di  concussione. Pennisi era presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Milano, e arrestato nel febbraio scorso con l’accusa di concussione, per aver intascato, secondo l’accusa, una tangente da 10 mila euro ricevuta dall’imprenditore Mario Basso.

L’arresto di Pennisi era avvenuto in flagranza di reato. Il Comune di Milano verrà risarcito dell’atto commesso con la somma di 5.000 euro. La tangente invece era di 10.000 euro, ed è stata già restituita. La somma riguardava una promessa di aiuto nell’agevolare la costruzione di un palazzo nella zona nord di Milano, all’interno del quartiere Bovisa.

Stamane la difesa di Pennisi ha patteggiato davanti al gup la pena, che è stata stabilita di due anni e dieci mesi di reclusione. Il giudice ha motivato il beneficio degli arresti domiciliari con il comportamento processuale corretto di Pennisi, “che ha definito la sua posizione in termini solerti”, dal momento che, senza fare troppe resistenze, ha ammesso i fatti ed ha risarcito il danno.
Dopo i primi 50 giorni passati in carcere, dunque, Pennisi lascia il penitenziario di San Vittore, dove era stato recluso, e sconterà il resto della pena nella sua casa materna.

S. K.