Beppe Grillo: “Non prenderemo i soldi dei rimborsi elettorali”

Nelle scorse ore, il quotidiano Il Tempo aveva affermato che il Movimento 5 stelle aveva una posizione ambigua sui rimborsi elettorali. Secondo il giornale, la lista legata a Beppe Grillo, alla fine, avrebbe preso in giro gli elettori e preso tutti i soldi spettanti per legge: svariate centinaia di migliaia di euro. Andrà davvero così? Il comico genovese ha seccamente e prontamente smentito questa ipotesi.

Che fine faranno i soldi pubblici dati al MoVimento 5 Stelle, tutti in donne e coca? Voglio dare una risposta alla sua curiosità morbosa e, immagino, a quella del suo editore Domenico Bonifaci.
Ho fatto inviare da uno studio legale al direttore del Tempo.it, Mario Sechi, una lettera con richiesta di rettifica
, in cui spiega:
– fin dal 26 marzo 2010 – prima, quindi, delle recenti consultazioni elettorali regionali – sono state pubblicate sul blog di Beppe Grillo, in particolare all’indirizzo http://www.beppegrillo.it/2010/03/i_soldi_trasfor/index.html, le dichiarazioni autografe dei cinque candidati del MoVimento 5 Stelle attraverso le quali essi esprimono con estrema chiarezza la volontà di non riscuotere ed, anzi, di “lasciare allo Stato”, i cosiddetti rimborsi elettorali;
– il personale pensiero di Beppe Grillo è altrettanto chiaramente esposto nel messaggio postato al medesimo indirizzo lo stesso giorno;
– quest’ultimo, in ogni caso, non avendo preso parte alle recenti elezioni e non rivestendo alcun ruolo istituzionale all’interno del MoVimento 5 Stelle – men che meno rappresentativo dello stesso, dal momento che il MoVimento, come potrà ricavare dalla lettura delle regole che lo governano, pubblicate fin dalla sua prima apparizione, all’indirizzo http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf non rappresenta un soggetto giuridico distinto cui possano essere riconosciuti rimborsi di sorta – non avrebbe alcun titolo a ricevere i predetti contributi o, per usare le parole del Suo cronista, a “pigliarsi i soldi”.
I soldi li “pigliano” i partiti e i giornali che accedono ai contributi per l’editoria – conclude Grillo – non il MoVimento 5 Stelle“.