Berlusconi sale al Colle. Napolitano: “Gesto d’attenzione”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:59

Un “gesto d’attenzione”, un “colloquio sereno”. La visita del premier Berlusconi al Quirinale, ieri, è stata giudicata da più parti come “colloquiale”, un atto col quale il capo del Governo ha voluto simboleggiare la propria intenzione di battere forte la via delle riforme, e il più condivise possibile.

Sul tavolo, a dispetto di chi si immaginava un confronto sulle leggi che stanno più a cuore al premier – una su tutte il legittimo impedimento –  c’è stata la recente bocciatura del presidente Napolitano nei confronti della cosiddetta 1167-B, la norma “anti-articolo 18“. Nell’atmosfera cordiale e amichevole dell’incontro – così come riferito da stampa e fonti presidenziali – il premier avrebbe assicurato l’intenzione dell’esecutivo a far tesoro delle osservazioni del Quirinale sulla proposta di legge. Allo stesso modo, il Capo di Stato avrebbe offerto delle valutazioni di merito sulla proposta normativa, e non è detto che in una seconda battuta possa nuovamente rimandare il disegno all’attenzione del parlamento.

L’obiettivo, tuttavia, è quello di non cancellare dal dl l’istituto dell’arbitrato per la risoluzione delle controversie di lavoro, così da poter decongestionare le oberate aule di tribunale. Cosa che, va detto, non ha ricevuto il niet incontrovertibile di Napolitano: semmai, la richiesta è stata renderlo compatibile con i principi e i vincoli costituzionali a tutela dei lavoratori. Da giovedì la Commissione Lavoro di Montecitorio riprenderà i lavori sulla proposta di legge: il testo dovrà recepire la dichiarazione di avviso comune sottoscritta tra le parti sociali, fatta eccezione per la Cgil. E essere modificato nel modo più condiviso possibile così da scongiurare una seconda bocciatura.

Il confronto fra Colle e premier è stato comunque considerato, al di là di una prassi funzionale alla bocciatura di un disegno di legge, un chiaro messaggio alle parti politiche per i tre anni privi di vincoli elettorali che si sono appena aperti: tra Quirinale e Palazzo Chigi si cerca una nuova stagione.

Vincenzo Marino

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