Carlo Lizzani: 88 anni e una vita da regista

 

88 anni e non li dimostra. Senza timore dell’età, Carlo Lizzani festeggerà due volte il suo compleanno. Il primo domani, il secondo in estate quando la Mostra internazionale del nuovo cinema di Pesaro (20-28 giugno) gli dedicherà una retrospettiva completa.

Carlo Lizzani

L’evento speciale organizzato dal festival sarà la presentazione della carriera di uno dei più importanti registi italiani del dopoguerra. Lizzani riceverà di persona l’omaggio dei promotori della mostra e a sua volta farà un “regalo” ai presenti. Infatti presenterà in anteprima mondiale la sua ultima fatica: Viaggio nel Novecento.

Questo viaggio nel tempo seguirà dei binari ideali, rappresentati dai film girati da Lizzani. Il regista ha tutte le carte in regole per parlare del secolo appena trascorso.

Dopo gli esordi sulla rivista fascista Cinema, Lizzani collaborò con registi impegnati come Aldo Vergano, Gillo Pontecorvo e Roberto Rossellini e il suo esordio cinematografico dopo i primi documentari è significativo. Achtung! Banditi! (1951) ripropose il tema della lotta partigiana contro i nazisti.

Il periodo fascista invece emerse più volte nel corso della sua carriera in opere come Il processo di Verona (1963), su Galeazzo Ciano e la moglie Edda, e Mussolini: ultimo atto (1971), con Rod Steiger nel ruolo di Mussolini.

Non si deve dimenticare il suo impegno come storico del cinema soprattutto per valorizzare il neorealismo italiano. Movimento che rinnovò sicuramente i contenuti dopo il ventennio fascista, ma di cui Lizzani ha sottolineato le innovazioni stilistiche, un aspetto formale apprezzato e ricordato anche all’estero.

La sua filmografia è sterminata, anche se forse gli spettatori di oggi lo ricordano per le serie tv da lui girate come quelle dedicate a Maria Jose di Savoia o alle Cinque Giornate di Milano. Comunista e uomo attento a temi sociali ha collaborato a film collettivi come Documenti su Giuseppe Pinelli, girato con Elio Petri e Nelio Risi, e a documentari sull’attualità come quello in occasione dei funerali di Enrico Berlinguer.

 

L. Denaro