“Diabesità”

Dei 4 milioni di diabetici e degli altrettanti 4 milioni di obesi italiani, 3,2 milioni soffrono di “diabesità”, una parola che indica insieme diabete ed obesità.

Quattro italiani maggiorenni su dieci, dai 18 anni in sù, sono in sovrappeso, mentre 1 su 10 soffre di obesità. Preoccupante la situazione infantile, un terzo dei bambini dai 4 ai 17 anni è in sovrappeso e di questi il 4 per cento è obeso.

Sono le cifre della Sio (Società Italiana dell’Obesità), che dal 15 al 17 aprile terrà il suo V Congresso Nazionale, preceduto dal IX Convegno Nazionale “Diabete – Obesità” tenutosi ieri, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano.

L’incontro ha riportato le cifre dei malati di obesità e diabete mellito di tipo 2, definendole come epidemie del nostro secolo, prevedendo un loro aumento mondiale fino al 2025 del doppio, mentre in Italia si sfiorerà il 50 per cento.

Coloro che soffriranno maggiormente di queste malattie nel futuro, saranno i giovani, in età sempre più precoce, che avranno maggiore probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari.

Per questo il ministero della Salute insieme con l‘Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), stanno sviluppando una serie di progetti che mirano al cambiamento delle abitudini quotidiane della popolazione italiana.

Le tematiche affrontate dal IX Congresso, che si occupa soprattutto dei rapporti che intercorrono tra obesità, malattie metaboliche e cardiovascolari, sono state: l’approfondimento delle tecnologie emergenti nella diagnosi e cura del diabete e dell’obesità, la gestione del paziente diabetico, la gestione integrata tra medici di medicina generale e medici specialisti, tema cruciale per i malati in fase critica, la prevenzione della malattia diabetica, sicurezza di impiego dei farmaci comunemente usati nella terapia del diabete.

Durante la conferenza stampa del Congresso sono stati inoltre presentati i risultati di un importante ricerca condotta da Antonio E. Pontiroli, Cattedra di Medicina Interna, e Alberto Morabito, Cattedra di Biometria, nel Dipartimento
di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria, dell’Ospedale San Paolo, Università degli Studi di Milano, che ha per titolo “Più di un obiettivo per prevenire la mortalità cardiovascolare nel diabete di tipo 2’’.

La ricerca pubblicata sulla rivista specializzata internazionale “Nutrition, Metabolism e Cardiovascular diseases’’, ha preso in considerazione otto studi precedenti che consideravano le condizioni mediche di 15.000 pazienti affetti da diabete, ed ha scoperto che per ridurre i rischi fatali di malattie cardiovascolari correlate, bisogna tenere a bada due elementi: glicemia e pressione arteriosa.

In questo modo si ridurrebbero i rischi del 40 per cento, Pontiroli afferma che un malato di diabete va monitorato, nelle sue condizioni complessive, attuando cure personalizzate.

Giulia Di Trinca