Israele bombarda Gaza e ferisce i bambini

Come a Natale 2008, i missili di Israele tornano a colpire la Striscia di Gaza. L’aviazione sionista lo aveva annunciato ieri, lasciando cadere sui territori palestinesi migliaia di volantini in cui si rivolgevano ai cittadini, in lingua araba, invitandoli ad aspettarsi “una risposta domani”, in merito alla morte, la scorsa settimana, di due soldati dell’esercito israeliano durante scontri con Hamas presso Khan Yunes nella Striscia.
Oggi, puntuali, i missili israeliani sono piovuti sulla Striscia e, evidentemente, a poco è servito ai palestinesi conoscere precedentemente il pericoloso destino che incombeva sulla loro vita.

Caccia ed elicotteri hanno compiuto alcuni raid, distruggendo, secondo dichiarazioni militari riportate dal sito di “Haaretz”, “depositi di munizioni di Hamas”.
Le uniche vittime dell’operazione, secondo i cronisti, sono due bimbi palestini, rimasti feriti in modo non grave. I missili, inoltre, hanno colpito anche il campo profughi di Nusseirat.

Un anno e mezzo fa, quando Israele avviò l’operazione Piombo Fuso con l’intento di adottare una vera e propria “soluzione finale” nei confronti della questione palestinese a Gaza, i raid mirati dell’esercito sionista, oltre a distruggere la Striscia e colpire le sedi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, lasciarono sul campo oltre 1300 vittime, di cui l’82,6% non coinvolti nei combattimenti, fra cui 412 bambini e 111 donne (dati di “ForumPalestina”). I bombardamenti distrussero nella Striscia anche 2400 case di civili, 60 stazioni di polizia e 29 scuole.

Ad ottobre dello scorso anno, in merito all’operazione “Piombo Fuso”, l’assemblea generale delle Nazioni Unite, con il voto contrario degli Stati Uniti e dell’Italia, aveva approvato il rapporto Goldstone che, di fatto, accusa Israele di aver messo in campo una reazione sproporzionata e di essersi macchiato di crimini di guerra, per i quali l’Onu invitava il Paese sionista a fare chiarezza, anche rendendosi disponibile agli accertamenti degli osservatori dell’Onu.
I massimi vertici militari, inoltre, a seguito di pesanti confessioni di membri dell’esercito che esibivano anche magliette con mirini posti sulla testa dei bimbi palestinesi, aveva ammesso l’uso di fosforo bianco, giustificandone l’impiego come mezzo per creare “cortine fumogene”.

A Falluja, in Iraq, dove nel 2004 si tenne la più sanguinosa battaglia della seconda guerra del Golfo, alcuni cronisti hanno sollevato proprio negli ultimi mesi il fondato sospetto che l’aumento delle nascite di neonati con particolari malformazioni possa essere legato all’utilizzo dell’esercito americano di massicce dosi di fosforo bianco.