L’evasione fiscale italiana: alle radici di una piaga lontana dalla cultura e dalla civiltà

Uno dei maggiori problemi che il nostro paese deve affrontare riguarda l’evasione fiscale. Una piaga diffusa che paralizza il nostro paese creando lacune immense nei bilanci dello Stato. Un meccanismo scandaloso che mantiene nelle tasche degli italiani più ricchi quelle risorse necessarie per modificare la situazione disperata, in cui versano gran parte dei settori pubblici italiani.

Quando il ministero del tesoro pubblica i dati sulle dichiarazioni dei redditi, presentate dagli italiani, si nota subito che qualcosa non quadra. Con grande stupore il panorama proposto presenta gli italiani come un popolo intero di poveri che a fatica arrivano alla fine del mese. Miseri ristoratori, colpevoli di aver scelto un mestiere assolutamente non redditizio, dato che il guadagno è pari a quello della pensione minima che ricevono i nostri anziani. Commercianti, anche all’ingrosso, che ricevono in busta-paga lo stesso tanto dei lavoratori dipendenti. Piccole aziende che dichiarano un totale di profitti che non arriva a sfiorare i 20.000 euro annui. L’agenzia delle entrate afferma che vi è “una quota consistente di elusione ed evasione fiscale che sfiora il 60% dei casi sui redditi degli autonomi”. Un dato vergognoso e indecente se consideriamo che queste persone sono le prime ad opporsi con vigore e forza alle proposte di nuove tasse, dolorose ma spesso obbligatorie per risanare un paese in completo declino economico.

Ma perché lamentarsi di queste nuove imposte? Tanto per queste persone sarebbero solo tasse in più da eludere ed evadere! Il problema dunque non sussisterebbe.

In Italia meno dello 0.2% della popolazione dichiara un reddito superiore ai 200.000 euro. Da ciò si deduce che nel Belpaese non esistono ricchi. Nessuno può vantarsi della frase: “Posseggo una fortuna!” Nessuno può concedersi tuffi nel mare di monete e banconote come Paperone.

Questi dati, agghiaccianti nella loro consistenza, costano allo stato e alla società 316 miliardi di euro all’anno, un numero che comprenderebbe varie finanziarie, che sarebbero in grado di fornire servizi migliori per i cittadini. Il governo, d’altro canto, invece di lottare con ogni mezzo contro questa truffa nazionale, dispensa a mani piene condoni fiscali per coloro che si concedono queste indecenti astuzie, dimostrando che in Italia i furbi ricevono incentivi a diventare ancora più scaltri nell’inventare metodiche di raggiro nei confronti degli obblighi che hanno verso la comunità.

Alessandro Frau