Mostre,a Venezia approda l’arte russa del Novecento

 

L’arte russa del ‘900 sarà in mostra a Venezia a Ca’ Foscari Esposizioni e precisamente ad essere esposti saranno cento anni di arte,dallo Zar a Stalin e poi a Putin ovvero le Tre Russie partendo dall’Impero per poi passare all’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche fino alla Nuova Federazione. L’esposizione, intitolata “Russie! Memoria/mistificazione/immaginario. Arte russa del ‘900 dalle collezioni Morgante e Sandretti” è stata promossa dall’Università Ca’ Foscari Venezia e con il sostegno della Regione del Veneto,della Fondazione Alti Studi sull’Arte di Venezia , di Enel e con la collaborazione della Banca Popolare FriulAdria,Simest, Masserdotti.

L’iniziativa, presentata a Palazzo Balbi a Venezia da Carlo Carraro, rettore dell’ateneo veneziano assieme ai curatori della mostra Giuseppe Barbieri e Silvia Burini ed altri, è però anche l’occasione di presentare per la prima volta in Italia l’intero Novecento russo in maniera organica, prendendo spunto e attingendo dalle collezioni italiane create da Alberto Morgante e da Alberto Sandretti.

La mostra permetterà inoltre di rileggere e assieme rivivere la storia di una nazione che ha influenzato come poche la storia del mondo per tutto un secolo; una storia, questa, nella quale l’arte ha rivestito un ruolo fondamentale tramutandosi di volta in volta in strumento di memoria, mistificazione e riappropriazione. La mostra indaga infatti ed analizza gli sviluppi della cultura figurativa russa e sovietica dalle avanguardie di inizio secolo al realismo socialista degli anni ’30 e ’50 per giungere fino all’underground, concludendo con alcune opere appartenenti agli anni ’90.

Il Realismo socialista ha rappresentato probabilmente il più grande esperimento mediatico mai fatto, poichè proprio all’arte fu affidato il compito di trasformare la materia prima dell’ideologia in immagini e miti finalizzati a quello che era il consumo di massa. Le arti figurative assieme al cinema ed anche all’architettura rivestirono quindi due funzioni principali: quella di propaganda e quella di costruire il mito del radioso avvenire.

Rossella Lalli