Pedofilia: dopo le elezioni, la destra ringrazia il Vaticano

L’indignazione degli ambienti ecclesiastici per il comportamento libertino del premier Silvio Berlusconi, emerso durante il divorzio con l’ex moglie Veronica Lario cui seguì il “caso Noemi – D’Addario”, è solo un lontano ricordo.
Il primo prezzo pagato dal Presidente del Consiglio per riallacciare i rapporti con il Vaticano erano stati quei milioni promessi al cardinal Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, per incrementare i finanziamenti statali riservati alle scuole paritarie cattoliche. Il tutto a febbraio, mentre la Gelmini incassava l’approvazione all’ennesima riforma dettata esclusivamente dalla volontà di ridurre all’osso l’investimento dello Stato nella scuola pubblica e nella formazione di milioni di giovani.

I frutti di quei milioni, però, sono caduti fra le mani della maggioranza al momento più opportuno, quando, appena una settimana fa, proprio Bertone aveva sentito la necessità di chiarire di fronte ai cronisti che il “Consiglio episcopale permanente dichiara ineludibile all’interno del dibattito odierno il tema del rispetto della vita umana dal suo concepimento alla morte naturale e che per questo invita la cittadinanza intera a inquadrare con molta attenzione ogni singola verifica elettorale, sia nazionale, sia locale e quindi regionale“.
Lo scrutinio di lunedì ci ha raccontato come quelle parole hanno sortito l’effetto sperato, con Emma Bonino che, a notte fonda, ha ammesso di aver perso la possibilità di governare la regione Lazio per poco più di 70mila voti.

E il centrodestra, a questo punto, si è certo sentito in dovere di ringraziare il Vaticano e tutto quanto l’apparato clericale, essenziale anche al nord, ad esempio in Lombardia, dove Comunione e Liberazione conta più del Popolo delle Libertà stesso.
E così mentre è la Chiesa stessa ad ammettere macroerrori nella gestione dei numerosissimi casi interni di pedofilia, con Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca, che ha spiegato che “la Chiesa ha trascurato di correre in soccorso delle vittime (di pedofilia, ndr) per un errato desiderio di proteggere la propria reputazione”, il Governo al completo si è mobilitato per mettere in campo un imponente fuoco di sbarramento a difesa del Vaticano.

Il ministro della Giustizia Alfano ha quindi mandato gli ispettori per vigilare sull’operato del Procuratore aggiunto di Milano Forno, reo di aver denunciato l’atteggiamento omertoso della Chiesa.
E in attesa che Alfano invii gli ispettori anche presso la Conferenza episcopale tedesca, sull’argomento si è naturalmente ricompattato tutto il PdL, preda di convulse polemiche interne.
Bene ha fatto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, a mandare gli ispettori. – ha commentato il finiano Maurizio Lupi – Le parole di Forno sono gravissime e assolutamente fuori luogo. E’ ora di smetterla con questi attacchi strumentali che, colpendo la Chiesa, minano le basi stesse della nostra società”.
E ai bambini a cui è stata minata la vita ci penseremo un’altra volta.