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Como: consumo boom di droga

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Secondo un’analisi dei liquami del depuratore di Como, che la Asl della città ha commissionato all’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano, alte sarebbero le concentrazioni di sostanze stupefacenti.

Spiegano gli analisti Ettore Zuccato e Sara Castiglioni, “il consumatore assume le droghe e ne elimina i residui con le urine, i residui delle droghe arrivano al depuratore con le acque fognarie e vengono poi prelevati i campioni ed analizzati; i quantitativi di residui servono a calcolare i consumi di droghe nella popolazione”.

Sembra che a Como le dosi consumate al giorno siano quasi 4.500, e comprendano droghe come la cannabis, le anfetamine, l’ecstasy, la cocaina, l’eroina, che aumentano durante il fine settimana in egual modo, tranne che per l’ecstasy, per la quale si registrano i valori maggiori.

L’analisi si è svolta nei mesi tra maggio e giugno 2008 ed a giugno e novembre del 2009, portando ai seguenti risultati: il consumo di cocaina rimane costante fino al giovedì, 60/70 grammi al giorno su 100.000 persone, mentre aumenta nel fine settimana fino a raggiungere gli 80 grammi.

Per anfetamine e derivati si è registrato invece, un basso consumo durante i giorni lavorativi, ma poi un’esplosione di utilizzo nel week end.

La seconda analisi ha registrato un calo di cocaina ed eroina, ma un consumo stabile di anfetamine e cannabis.

Il calo registrato nel 2009 sarebbe dovuto al periodo di crisi che il paese sta attraversando, ma non solo, anche l’aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine e l’attività di prevenzione ed informazione della Asl, sta dando ottimi risultati, come spiega il prefetto Michele Tortora, il quale aggiunge anche, come causa di decremento dei consumi, la chiusura dei canapai svizzeri avvenuta nel 2003.

Proprio in base ai dati che evidenziano un calo di uso di sostanze, anche se il fenomeno di “uso ed abuso è ancora alto”, il prefetto parla di collaborazione con la Asl locale per un’attività di prevenzione rivolta soprattutto ai giovani.

Giulia Di Trinca