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Di Pietro: “O il Pd cambia rotta o si perde…”

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Antonio Di Pietro è soddisfatto del risultato ottenuto dall’Idv alle scorse elezioni regionali, ma anche consapevole che le possibilità di tornare al governo nazionale, al momento, sono pochissime.

L’ex magistrato, dal suo blog, invita Bersani a fare pulizia dentro il partito. In parole povere: Di Pietro ritiene impresentabili certi personaggi del Pd (ad esempio l’ex governatore della Calabria Loiero). Per l’ex magistrato, o si cambia linea, oppure si è destinati a perdere.

“Dobbiamo attrezzarci a trovare una leadership che sia in grado – scrive il leader dell’Idv – di raccogliere intorno a sé un consenso che vada oltre il 50% dei cittadini elettori, essendo solo questo l’unico modo democratico per riuscire nell’impresa di sfrattare dal Governo Silvio Berlusconi.

Piaccia o non piaccia, quindi, bisogna ricostruire (o meglio costruire ex novo) una coalizione riformista di idee, di programmi, di partiti e di elettori) in grado di far pendere la matematica dalla nostra parte. Tutto il resto è o vecchia retorica o nuovo velleitarismo che ci costringerà a rimanere sempre all’opposizione a causa delle mille divisioni che attanagliano le varie formazioni politiche.

Bisogna innanzitutto individuare il prossimo candidato a leader di questo nuovo Comitato di Liberazione Nazionale. Ritengo ci sia bisogno di una figura di pacificazione: una persona di alto profilo che possa rappresentare la parte migliore di questo paese; un riformista in grado di guidare il paese fuori dalle secche in cui è impigliato; una persona capace di cogliere la dinamicità del tempo, in grado di unire e di ricompattare i mille rivoli in cui si è persa la politica. Un riformista, un liberale solidale che metta fine al frazionismo e alla moltiplicazione dei micropartiti di sinistra, passaggio obbligato e dal quale non si può prescindere se si vuol raggiungere un risultato tanto importante come quello di sconfiggere politicamente Berlusconi.

E’ per questo che, rinnovando la mia stima e il mio impegno per costruire una coalizione vincente, chiedo al Pd di liberarsi delle correnti che lo attraversano, dei piccoli satrapi locali che decidono le candidature per interesse personale, solo per mantenere piccole fette di potere e di controllo.

Il caso emblematico si è verificato proprio nel mio Molise dove, per fare un dispetto a me e all’IdV, il Pd locale ha presentato due candidati, entrambi dirigenti Pd e in contrapposizione fra loro nei due paesi dove si votava (Montenero di Bisaccia e Termoli), con il risultato di aver favorito la vittoria del centrodestra e con l’aggravante che festeggiavano pure insieme perché, per il Pd molisano, il nemico da battere è l’IdV e non il Governo regionale del berlusconiano Michele Iorio.

Questo modo di fare politica non va bene e va isolato, caro Bersani, ed è necessario, per il bene dello stesso Pd, che tu ti liberi al più presto di questi cacicchi locali che sono sempre più una palla al piede.

Insomma, Bersani deve mettere mano al proprio partito e fare un po’ di pulizia sennò non se ne viene a capo di nulla. Bisogna avere il coraggio di compiere delle scelte che rappresentino una rottura con il passato, bisogna puntare al rinnovo della classe politica altrimenti il rischio è quello di commettere gli stessi errori commessi con le candidature scelte per le regionali 2010 dove, ribadisco, il centrodestra ha vinto perché il centrosinistra non ha convinto, soprattutto nella scelta suicida ed autoreferenziale di alcune candidature al ruolo di Presidente della Regione.

Penso alla candidatura calabrese di Agazio Loiero: una batosta annunciata per un Pd che non ha avuto il coraggio di appoggiare il nostro candidato, Pippo Callipo; penso alla candidatura in Piemonte di Mercedes Bresso, scelta al posto di Sergio Chiamparino che avrebbe, invece, ‘fatto a pezzi’ il candidato leghista, Roberto Cota; penso ad Emma Bonino, persona che rispetto, ma la cui candidatura nel Lazio è stata come infilare un dito negli occhi degli elettori; e penso, infine, al caso Campania, dove noi dell’Italia dei Valori, con un atto di grande responsabilità, abbiamo appoggiato la candidatura di Vincenzo De Luca ma sapevamo che c’erano candidati che avrebbero potuto far meglio (avevamo proposto il giudice Cantore, quello stesso giudice che aveva condannato il clan dei casalesi)”.