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L’ex ospedale psichiatrico di Viterbo: una delle più grandi opere incompiute del Lazio

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Di opere incompiute ce ne sono molte in Italia e la Tuscia non ne è esente.

Tra quelle che maggiormente risaltano all’occhio, destando non pochi interrogativi sul perché si siano spesi tanti soldi per poi avere degli scheletri architettonici mai utilizzati, vi è l’ex ospedale psichiatrico, che a ragione può considerarsi una delle grandi opere incompiute nella Tuscia, rimasta per decenni abbandonata a se stessa.

La vicenda dell’ex psichiatrico è abbastanza complessa e risale ai lontani anni ’70.

Più precisamente il terreno, sul quale poi si è iniziata a costruire la struttura, era stato donato all’ente Provincia nel 1971 per la costruzione appunto del nosocomio psichiatrico. 

 Le opere sono state in quell’epoca appaltate ed i lavori sono iniziati regolarmente.

Ma nel 1978, con la legge Basaglia, divenuta legge del servizio sanitario nazionale, fu vietato di costruire nuovi ospedali psichiatrici. La costruzione del nosocomio in questione fu, quindi, a seguito della suddetta legge,  interrotta.

 Niente più ospedale psichiatrico, pertanto, per la Tuscia, ma ormai cosa fare di quello stabile?

 “Si è provveduto allora alla ricerca di una soluzione per l’immobile incentrata sull’alienazione di tutto” – ha risposto l’ex assessore provinciale Antonio Rizzello.

Ma il tempo scorre inesorabilmente e si arriva agli anni ’80, che hanno visto numerosi tentativi di vendita della struttura, anche nei confronti dell’Università.

“La Provincia ha deciso di destinare negli anni ’80 l’area all’ateneo viterbese – ha ricordato Rizzello – Il Comune e la Ausl non si opposero, ma non vi fu disponibilità di acquisto da parte dell’università”.

Quindi la struttura rimase ancora una volta invenduta ed ancora incompleta per altri anni, fino ad arrivare esattamente al 1994, quando, in virtù del riordino del Servizio Sanitario Regionale, venne disposto che l’area fosse trasferita alla Ausl di Viterbo.

 Le vicende dell’ex ospedale psichiatrico non si concludono però qui, anzi, proprio a partire dal 1994 inizia uno stenuante contenzioso tra la Ausl e la Provincia di Viterbo, che si è concluso soltanto recentemente,  con la sentenza del 9 febbraio del 2009, che ha sancito la proprietà piena in capo alla Provincia.

“La Provincia – ha assicurato Rizzello – ha immediatamente iscritto il bene nel piano provinciale del patrimonio, approvato in allegato al bilancio di previsione del 2009, con l’indicazione dell’alienazione dell’area.

Nel bilancio di previsione del 2010 – ha aggiunto Rizzello – abbiamo provveduto ad inserire un apposito capitolo in entrata, derivante dall’eventuale alienazione dell’immobile, al valore periziato in sede di giudizio dal tribunale (4 milioni e 400 mila euro) ed ha iscritto in uscita le risorse derivate dall’eventuale alienazione, destinandole principalmente ad interventi di manutenzione straordinaria della rete stradale  provinciale”.

Stando a Rizzello entro questa primavera, quindi, tra breve, dovrebbe avviarsi il bando di gara per la vendita dell’immobile.

Ed intanto il tempo continua a passare..

Wanda Cherubini