Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca Nell’oceano Indiano nascerà il parco marino più grande del mondo

Nell’oceano Indiano nascerà il parco marino più grande del mondo

E’ David Miliband, Ministro degli esteri britannico ad aver annunciato la creazione della più grande area marina protetta del mondo. Il parco “no take”, dove cioè non si potrà pescare in nessun caso, sorgerà intorno alle Chagos Islands, nell’oceano Indiano, zona appartenente appunto al Regno Unito.

L’entità dell’area sarà a dir poco gigantesca, coprirà infatti una superficie marina grande praticamente il doppio dell’Italia, circa 545000 km quadrati. Un’ iniziativa che, da sola,  raddoppierà nel concreto le riserve marine di tutto il mondo.

La cosa però ha fatto sorgere anche dei problemi non di poco conto: su uno degli atolli dell Chagos Islands, composte da in tutto da sei , una volta ci vivevano gli autoctoni, trasportati alle isole Mauritius a causa della costruzione di una base militare americana, la Diego Garcia. Agli abitanti trasmigrati forzatamente, come detto, sarà proibito pescare all’interno del parco e va da sè che, l’esclusione da un’area così vasta comporti conseguenze rilevanti per chi vive su un’isola.

La questione è dibattuta perchè in quella zona, proprio in seguito alla “non proliferazione” umana  si è formata la barriera corallina vivente più grande del mondo, la ‘Great Chagos Bank’. Il termine “Bank” ( banca) non potrebbe essere più appropriato, visti i 220 tipi diversi di coralli che vivono insieme nella barriera, coralli che vedono sguazzare quotidianamente più di 1000 tipi diversi di pesci.

Resta però il problema degli abitanti, o meglio degli ex-abitanti, 4 mila in tutto, che per far ritorno sulla loro isola si sono addirittura rivolti alla Corte Europa dei diritti umani. Anche nei dintorni dell’area protetta, saranno severamente regolamentate le attività umane e sarà inoltre vietata la pesca a fini commerciali e sarebbe questo, secondo la BBC, uno dei problemi maggiori da affrontare necessariamente.

Un complesso problema di “convivenza tra vicini di casa”  è stato generato da questa iniziativa del governo brittannico, per altro, lodevolissima. L’assenza dell’essere umano protegge i coralli sia dalle attività spesso inquinanti degli uomini , sia dai cambiamenti climatici, vista la stabilità che l’assoluta calma di un ambiente rimasto praticamente incontaminato garantisce.C’ è comunque da augurarsi che il progetto vada in porto così com’è, data la sua importanza a livello ambientale, senza che però si debbano per forza trascurare alcune esigenze primarie degli abitanti.

A.S.