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Preti pedofili: due nuovi casi in USA

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“Non vi sono dubbi sul fatto che Ratzinger abbia ritardato la riduzione allo stato laicale di un prete pericoloso giudicato “satanico” dai suoi superiori”. Lo dice Lynne Cadigan, avvocato di due vittime di pedofilia all’interno della diocesi di Tucson in Arizona. Il prete che abusò dei due bambini, secondo alcuni documenti riportati su alcuni giornali in USA, è stato ridotto allo stato laicale dal Vaticano dopo dodici anni, nonostante le numerose e ripetute richieste giunte proprio dagli Stati Uniti.

Secono il portavoce del Vaticano, Padre Federico Lombardi, il sacerdote incriminato, pur avendo avuto il processo canonico dei tempi lunghissi, era stato sospeso “a divinis” e non poteva più nuocere. Padre Lombardi ha spiegato che i responsabili della Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata al tempo dall’attuale Papa Joseph Ratzinger, si sono interessati attivamente alla questione e che non esiste alcuna indicazione che il Vaticano stesse temporeggiando o facendo ostruzioni.

Il nome del prete pedofilo in questione è Michael Teta, che pare iniziò ad abusare delle vittime fin dal suo arrivo nella diocesi di Tucson nel 1978. Il prete venne accusato di aver abusato di due bambini, uno di nove e uno di sette anni, all’interno di un confessionale durante la loro preparazione per la Prima Comunione. L’accusa da parte dei superiori di Teta si verificò però solo negli anni 90′, quando il Vescovo Manuel Moreno fece rimuovere Teta dall’incarico perchè convinto che avesse un rapporto “satanico” nei confronti dei minorenni. Dall’inizio degli anno novanta Moreno ha più volte sollecitato Ratzinger ad un intervento.

Il carattere evidente di tutta la vicenda è che il portavoce del Vaticano, e quindi il Vaticano, e quindi Papa Joseph Ratzinger sembrano più preoccupati di difendersi piuttosto che ammettere che questo è l’ennesimo caso in cui la Chiesa Cattolica ha messo il “silenziatore” ad una vicenda gravissima, coprendo di fatto un criminale colpevole di uno degli atti più terribili che l’uomo può compiere.
Stefano Bernardi

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